mercoledì 9 gennaio 2008

HO INTERVISTATO TOTONNO

Il breve racconto qui proposto non vuole essere un porre alla berlina ciò che è un’autentica tragedia, causa non solo di danni economici e morali immensi, ma dell’avvelenamento e strage d’Italiani (esisterà mai un magistrato capace di chiamare a rispondere di tutto ciò i veri colpevoli, rei non soltanto d’infiniti reati, dalla concussione all’interesse privato in atti pubblici, dall’abuso di potere al concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche del massacro di cittadini, condotti a morte da malattie contratte dall’inquinamento?), bensì un tentativo, che non esito a qualificare come modestissimo e malriuscito, di fare satira (il che equivale a non avere la pretesa di riportare fatti veri o di provarli tali) contro una classe politica incapace sino all’inettitudine. Chi scrive ha diversi cari amici napoletani, e si sente toccato da questa tristissima eppur grottesca vicenda non solo, genericamente, come Italiano, ma quasi come se la vivesse di persona.



HO INTERVISTATO TOTONNO

La scorsa notte, dopo aver ascoltato un noioso programma televisivo sulla cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania, ho faticato a prendere sonno. Infine addormentato, ho incominciato a sognare. Io ero un giornalista de Il Mattino, e dovevo intervistare un alto e noto personaggio, il cui viso anche nella realtà onirica mi appariva familiare. Tuttavia, mentre lo intervistavo, non lo chiamavo mai col suo vero nome, a me rimasto sconosciuto, bensì col singolare soprannome di Totonno.

Totonno: Oh, Marco Giulio, che piacere rivederti!
Marco: Caro Totonno, il piacere è mio! Volevo farti alcune domande sulla situazione della Campania, la cosiddetta emergenza rifiuti. Molti dicono che la responsabilità sia della Regione, quindi tua, essendo amministrata da te da moltissimi anni
Totonno: La Regione non è responsabile
Marco: Allora, delle Province, amministrate tutte dalla sinistra da tempo
Totonno: Le Province non sono responsabili
Marco: Allora, dei Comuni, amministrati quasi tutti dalla sinistra da molto tempo, a cominciare da Napoli, di gran lunga il più importante
Totonno: I Comuni non sono responsabili
Marco: Allora, chi è il responsabile? Il governo centrale, di sinistra, oltretutto coi ministri campani Mastella alla Giustizia e Pecoraro Scanio all’Ambiente?
Totonno: No, nemmeno il governo centrale è responsabile
Marco: Ma, caro Totonno, in tutto il mondo civile e quasi tutta Italia le operazioni di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono ordinaria amministrazione. Vi saranno pure delle responsabilità a livello politico ed amministrativo per un simile stato di cose, che non si registra nemmeno nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo
Totonno: La responsabilità … la responsabilità … è delle amministrazioni precedenti … è di Berlusconi…sì, sì, è proprio di Berlusconi! Poi, la gestione dei rifiuti è commissariata, anzi è stato commissariato il commissariamento: io non vi ho nulla a che spartire
Marco: Caro Totonno, devo dire, ad onor del vero, che l’amministrazione in pratica della Campania intera, dalla Regione sino ai più piccoli comuni, è in mano alla sinistra di fatto da trent’anni, sebbene certo non in modo continuo. Inoltre, per ciò che riguarda i rifiuti, i problemi più gravi sono incominciati in sostanza quando sei diventato sindaco di Napoli. In quanto alla carica di commissario straordinario, tu l’hai ricoperta per anni. Sei persino indagato per reati compiuti in tale veste
Totonno: Non sono stato ancora condannato, anzi probabilmente non lo sarò mai. Comunque, ho spiegato tutto. Ho letto senza firmare
Marco: Che cosa vuoi dire, con: “ho letto senza firmare”?
Totonno: Volevo dire: ho firmato senza leggere
Marco: Caro Totonno, a prescindere dalle responsabilità, che cosa pensi di fare per porre fine ad un simile scempio, che rischia di trasformare l’intera regione in una tolkieniana Terra di Mordor, avvelenata ed invivibile?
Totonno: Non hai sentito? Non leggi i giornali? Non ascolti la televisione? Prodi ha detto che ci pensa lui, è compito suo. Io che cosa posso fare? Io non conto niente, ho le mani legate, non ho poteri, non ho finanziamenti. La mia attività di governo è stata bloccata, ostacolata, impedita
Marco: Carissimo amico, ma tu sei detto O’ Re, hai un potere sulla Campania che è stato paragonato a quello d’un vicere spagnolo. Chi ti avversato?
Totonno: … ecco … veramente … ci sarebbero …. ho trovato! Sì! Gli ambientalisti!
Marco: I tuoi alleati politici?
Totonno: No, no, no. Non volevo dire questo. Non sono stati gli ambientalisti
Marco: Allora chi?
Totonno: …io… non saprei … forse…
Marco: Suvvia, caro Totonno, dimmelo
Totonno: Sono stato ostacolato a risolvere il problema dei rifiuti da parte dei vescovi
Marco (sconcertato): I vescovi? Hai detto: “I vescovi”? Gli ecclesiastici detentori di carica episcopale?
Totonno (annuendo convinto): Proprio così, i vescovi!
Marco (imbarazzato): Caro Totonno, quello dei rifiuti è solo il più evidente dei mali che colpiscono la Campania, ma non è certo il solo. Ad esempio, c’è anche la camorra, la quale è cointeressata al problema della spazzatura.
Totonno: Che cosa? Che parola hai detto?
Marco: Ho detto che c’è la camorra fra i guai di Napoli
Totonno: Che cos’è? E’ la prima volta in vita mia che sento questo termine.
Marco: Caro Totonno, suvvia, non scherzare, tutti a Napoli sanno che cos’è la camorra, anche se magari la chiamano con altri nomi.
Totonno: Ah, sì, … adesso che ci penso mi pare di ricordare… la camorra … ma sì, … avevo già detto anni fa che cosa pensavo di questa … camorra.
Marco: Caro amico, lo vuoi ripetere?
Totonno: La camorra è un fenomeno di microcriminalità.
Marco: Proprio microcriminalità non direi. Esiste anche una forte microcriminalità in Campania, ma a questa s’aggiungere la camorra stessa, che è tutt’altro che un’associazione delinquenziale di piccole dimensioni e scarsa organizzazione. Taglieggia l’intera regione, spaccia droga, controlla la prostituzione, costringe gli imprenditori a sottostare alle sue leggi, fa concorrenza sleale alle imprese oneste, impone ai lavoratori contratti decisamente svantaggiosi in violazione delle norme ed inoltre…
Totonno (piuttosto alterato): Ma la smetti? Te l’ho detto: la camorra è microcriminalità!
Marco: Caro Totonno, volevo dire che la camorra è direttamente interessata alla gestione dei rifiuti campani. Basti pensare che esistono in Campania oltre 300 discariche abusive, nelle quali tali organizzazioni criminali fanno posto a rifiuti tossici provenienti da tutta Italia, anzi, da buona parte d’Europa. Il pericolo, gravissimo, è quello dell’inquinamento dell’aria, del suolo e soprattutto dell’acqua della regione, in quanto tali scorie, tossiche ed in numero esorbitante, sono state depositate senza alcuna misura di protezione. Ciò avviene grazie alla estesa connivenza con le associazioni camorristiche d’imprenditori, funzionari, amministratori e politici locali.
Caro Totonno, che cosa mi dici delle oltre 300 discariche abusive della camorra, ricolme di rifiuti velenosi?
Totonno: Io non ho detto niente, io non ho sentito niente, io non visto niente. Io non so niente
Marco: Ma, caro Totonno, tu sei detto “O re”, per il tuo grande potere esercitato sulla Campania nel corso degli ultimi 15 anni, ben superiore a quello concesso dalle semplici funzioni istituzionali che hai ricoperto. Come puoi non sapere niente di un fenomeno macroscopico a tutti noto nella regione?
Totonno (dopo un lungo silenzio): Io non so niente. Io non ero nemmeno presente.
Marco: Come sarebbe a dire, che non eri presente?!
Totonno: Ero a Roma, ero all’estero, per impegni di governo.
Marco: Carissimo amico, si dice, o meglio i maligni dicono, che la camorra sia non solo collusa con politici, funzionari ed imprenditori riguardo all’affare rifiuti, ma altresì che sia parte organica d’un sistema di potere che comprende le cooperative rosse, le imprese municipalizzate dei comuni di sinistra, le aziende vicine al PD ...
Totonno (facendosi vicino, abbassando la voce e guardando negli occhi): Marco, tu parli troppo, fai troppe domande e sei troppo curioso. A quelli come te, sai che cosa succede?
Marco (tranquillissimo): Che cosa succede? Gli sparano? Li sciolgono nell’acido? Li gettano nel cemento?
Totonno (stupito): Ma no! Vengono condannati dai giudici!
Marco (esterrefatto): I giudici?!
Totonno (tranquillo e sicuro di sè): Chi mi ha calunniato con accuse infamanti è stato querelato, processato e condannato. La magistratura napoletana ha fiducia in me.
Marco: Ho capito, ho capito. Chiudiamo qui l’intervista. Ma, caro Totonno, ancora solo una domanda, non sui rifiuti, ma sulla tua carriera politica. E’ vero che stai per dare le dimissioni?
Totonno: Assolutamente no.
Marco: Però, il governo centrale ed i tuoi colleghi del PD ti costringeranno alle dimissioni?
Totonno: Assolutamente no.
Marco: Però, quando avrai concluso il mandato alla Regione, ti ritirerai a vita privata?
Totonno: Assolutamente no.
Marco: Però, quando dovrai di nuovo presentarti alle elezioni, nessuno ti voterà!
Totonno: Assolutamente no.
Marco: Ma, chi ti voterà? I rifiuti, il sottosuolo di Napoli, la camorra, lo sperpero di denaro pubblico, la corruzione nella pubblica amministrazione, la disoccupazione, il debito regionale e comunale a livelli da bancarotta: è una catastrofe!
Totonno: Caro, carissimo, diletto amico mio! Ingenuo Marco! Tu non capisci la po-li-ti-ca. Io ho ben governato, prima la città di Napoli, poi la Regione …
Marco: Veramente … alcuni avrebbero dei dubbi in proposito …
Totonno (proseguendo convinto e deciso): … ed infatti, ogni volta che mi sono presentato al voto, ho ottenuto più voti che alla precedenti elezioni. Lo sai il perché? Ma proprio perché ho ben go-ver-na-to, ho fatto del bene a tanta gente. Ho alleati ed amici ovunque. Tutti coloro a cui ho trovato posti di lavoro…, tutti i membri delle cooperative rosse, che prima qui in Campania quasi non esistevano … tutti gli imprenditori a cui ho fatto avere finanziamenti pubblici … i magistrati, sono amici miei! … i giornalisti di Napoli, sono amici miei!
Marco: Davvero interessante. Ma, dimmi: come hai ottenuto la loro amicizia?
Totonno (ormai infervorato, senza quasi ascoltare il suo interlocutore): … Senza dimenticare poi i cavalieri dell’ideale, gli apostoli dell’utopia, gli integerrimi ed immacolati, intrepidi ed ascetici combattenti per la causa del Progresso e del Proletariato, che sempre daranno il proprio voto a chi si presenterà loro sotto lo sventolio di bandiere rosse!
Marco (ormai ridotto al silenzio): … …. ….
Totonno (lanciatissimo nel suo discorso): Infine, non bisogna dimenticare gli uomini d’affari!
Marco (interrompendo timidamente): Vuoi dire gli imprenditori, di cui hai già parlato?
Totonno: Imprenditori e uomini d’affari sono due categorie distinte.
Marco: Certo i due termini non sono sinonimi, tuttavia designano realtà assai simili e certamente non opponibili, anzi in buona misura coincidenti
Totonno: Imprenditori e uomini d’affari non sono la stessa cosa, almeno non in Campania.
Marco: Quale differenza esiste?
Totonno (con fare pontificale): L’imprenditore è un semplice produttore economico, mentre l’uomo d’affari è molto di più: è una persona di rispetto
Marco: Temo d'esprimere ciò che suppongo
Totonno (con piglio cesareo, scandendo ogni sillaba): L’uomo d’affari è un uomo di parola, un uomo d’onore!
Marco: Incomincio a capire.
Totonno (quasi ieratico): Gli uomini d’affari di Napoli e dintorni sono stati molto beneficiati da me, in modo diretto ed indiretto, perciò mi appoggiano.
Marco: Non oso dire ciò che penso.
Totonno: Alcuni, sono amici miei …
Marco: Alcuni? Solo alcuni?
Totonno: …mentre altri, sono amici degli amici miei…
Marco: Insomma: gli amici degli amici!
Totonno (con viso estatico, guardando verso l’alto): Con l’appoggio di tutti coloro di cui ho conquistato l’amicizia qui in Campania, e col sostegno dei miei fidi alleati Giorgio, Romano, Clemente, Alfonso, ho dinanzi a me una luminosa carriera a Roma e nel PD. Potrò governare l’Italia, così come ho governato la Campania!
Marco (comprensibilmente terrorizzato): Oh santo cielo!

Ma proprio ora inizio a sentire un suono sempre più forte, lancinante. Una sirena della Polizia, che arriva ad arrestare il caro Totonno? La tromba del Giudizio Universale, che chiama al redde rationem tale personaggio?
Molto più banalmente, solo la mia sveglia. La spengo e ricado per un attimo sul mio cuscino. E’ stato un incubo spaventoso: la spazzatura e l’inquinamento d’una intera regione, la camorra, la corruzione dei politici e dei magistrati, l’inamovibile sistema clientelare che soffoca un’intera regione d’Italia, l’arroganza e la sicumera d’un figuro che aspira alle massime cariche dello Stato. E’ stato davvero un incubo quale mai ho avuto.
Però, ora sono tranquillo: era tutto un sogno!



Quel che sta ora accadendo in Campania, proprio mentre scrivo, meriterebbe la penna raffinata e graffiante d’Orazio, la furia travolgente ed apocalittica di Giovenale, la parodia dissacrante di Lucilio, il senso del grottesco di Persio. I miei inadeguati mezzi espressivi fanno del breve racconto satirico suddetto solo una pallida ombra di quel che avrebbe saputo scrivere un autentico autore di satire della romanità repubblicana ed imperiale. Ho osato cimentarmi in tale genere letterario perché, dinanzi a determinati eventi, si può ben dire: difficile est saturam non scribere.

8 commenti:

ambra ha detto...

Che tragedia avere certi incubi e svegliarsi dolo con il suono della sveglia !
Totonno potrebbe essere un vezzeggiativo, ma in questo caso suona così lugubremente che, d'istinto, si fa il tentativo di non leggerlo per vedere le risposte.
Marco, ho visto anch'io Porta a Porta, ma alla fine ero cosi stravolta che il sonno mi è stato silente e profondissimo.
Vorrei augurarti di riprenderti, ma purtoppo l'incubo dura a tutt'oggi
Ciao Ambra

Giovanna Montorsi ha detto...

Pensa Marco che io invece ho intervistato un tonno e mi ha detto che preferisce mille volte rimanere nelle acque gelide della Gallura piuttosto che dirigersi verso la costiera...

Giovanna Montorsi ha detto...

ma mi dite chi è Marco?

Voltaren ha detto...

Uffa Francy!!
Marco è quello che legge un libro al posto tuo (non hai letto Inizio Danno?) Tu vorresti leggere un libro ma proprio in quell'istante Marco de Turris stà proprio leggendo lo stesso libro impedendotene quindi la lettura da parte tua.
Io faccio altri sogni, per fortuna, spero comunque che si sia ripreso altrimenti dovremo fargli vedere dei cartoni rianimati.

Giovanna Montorsi ha detto...

non l'ho letto...troppo lungo e ho mal di schiena per stare al pc....mi vien da piangere!

Voltaren ha detto...

Bea sulla neve ha la stessa espressione di Due passi sui rifiuti.

Voltaren ha detto...

Peccato, è già sparita, al suo posto ci sono gli indiani d'America.
Augh! Bauuuuu!

ambra ha detto...

Bea-Duepassi è nei layout.