domenica 11 settembre 2011

11 settembre 2011, Ambra avrebbe ricordato Dagoberto


Ad ogni anniversario di quell’11 settembre il mio pensiero va ad una persona che ha perso eroicamente la vita per il nostro Paese, di lui mi raccontò la storia un suo amico e collega

Domani ricorre l’anniversario dell'attentato al World Trade Center. Quel giorno ha segnato la vita di tutte le persone abitanti della Terra. Conosco personalmente una di queste persone direttamente coinvolte. Ogni tanto, quando la stanchezza gli fa abbassare la guardia, durante il sonno, ricorda quel giorno, lo rivive. Solo ultimamente ha incominciato a parlarne.

Ogni anno, come un'ossessione, ritorna la voglia di leggere una lettera pubblicata alcuni giorni dopo l'attentato. Una dichiarazione di orgoglio dell'identità in cui l'occidente dovrebbe riconoscersi. Non sono stato in grado di trovarla. Da come se la ricorda, più o meno recitava sul tipo: "puoi colpire il Wct puoi colpire Miss Liberty, puoi colpire La casa bianca, ma non potrai mai colpire l'America." Se fosse possibile, mi dareste una mano a ritrovarla?

l'11 settembre 2001 ero negli States per un corso di aggiornamento. Scambio culturale, mettiamola in questo modo. Mi avevano dato due giorni di libertà. Quindi, con mia moglie mi sono trasferito a NY. Dopo aver trascorso la prima giornata visitando la Grande Mela, io e mia moglie ci mettemmo d’accordo. Avevo un Briefing con Roma. L'avrei raggiunta alle Twin Tower verso le 9 am ora locale. Lei era arrivata assieme ad una sua amica alle 8.30 am. La sua amica aveva un ufficio all'80° piano. Stavo raggiungendo le torri quando vidi il primo aereo infilarsi nella prima torre... Purtroppo sono riuscito a raggiungere il 30° piano...Da quel momento il mio ricordo è tutto al rallentatore... Le persone che scendevano, calpestando chi inciampava, i pompieri che stavano salendo. Ogni piano si fermavano per fermare il più calmo per aiutare gli altri. Ho visto un paio di persone che cadevano dai piani alti. Sembravano delle foglie spinte con le punte che si dibattevano incontrollate...

Sono stato uno degli ultimi ad uscire prima del collasso. Di mia moglie ho solo una parola: "Missing".

Da quel momento il mio unico compito è quello di beccare questi bastardi... non mi interessa se chinano il culo in qualsiasi direzione... il loro posto è "six feet under"

Purtroppo durante una delle sue rischiose missioni ha raggiunto sua moglie

venerdì 9 settembre 2011

Dal giornalaio, passando per il lecceto Scritto da Pibond




domenica 24 agosto 2008


Durante la mia breve vacanza da Roma, per raggiungere l’edicola dei giornali, dovevo attraversare un boschetto secolare di lecci.
In quel luogo, ovunque si orienti lo sguardo, non si vede niente di dritto.
Tutto è contorto a tal punto che io, lettore in Legno Storto, ho difficoltà di scegliere quale ramo usare per rappresentare questa categoria alla quale mi onoro di appartenere. Potrei scegliere un suo ramo, grosso o sottile, tendente a destra o a sinistra, ma pur sempre storto come molte miserie di questo mondo. Ho fatto qualche tentativo in tal senso, ma i rami che formano gli alberi hanno uno sviluppo così complesso da rendere impossibile la scelta, ovvero, sarebbe semplice se lo scopo fosse solo un fatto estetico e non un fatto di razionalità.
Nella foto sono presente dietro l’obiettivo col mio amatissimo cane Oliver che mi guarda con aria interrogativa e preoccupata posando ritto e attento davanti al tronco centrale: siamo le uniche essenze che, in quel luogo, richiamano l’idea tendenziale del dritto o, meglio, del non completamente storto.
Perché questo preambolo? Perché, a mio parere, stare in Legno Storto, suscita la stessa idea del stare nel lecceto. I rami si contorcono confondendosi con i tronchi in modo da costituire una grande capanna sostenuta da colonne che si avvinghiano l’un l’altra; in LS l’insieme delle informazioni si contorcono attorno agli argomenti inducendo il lettore a cercare punti dai quali partire per tracciare delle linee dritte verso un baricentro ideale, come Oliver, al centro dell’immagine.
Questa scoperta ha portato la mia coscienza ad un vago senso di colpa.
Il lecceto ha bisogno della sola cura di non subire il danno di chi lo frequenta: e ciò perché cresce sulla nuda terra dalla quale, assieme all’aria, trae la linfa per mantenere la sua robusta struttura. Il Legno Storto, invece - storto com’è - ha bisogno di cure del tutto particolari, perchè si radica su risorse umane sostenute da ben poco, oltre all’entusiasmo espresso dalla volontà di alcuni nostri simpatici e carissimi amici che ne curano la redazione e l’allestimento facendosi largo nell’intricata ed insidiosa metropoli di internet.
Insomma, mi trovavo davanti ad uno scrupolo che, in precedenza, avevo egoisticamente superato col pensare che bastavano le visite e l’invio di scritti per portare avanti la baracca.
Mi accorsi che non era giusto pensare che i commenti agli articoli, oppure le risposte nei 3D compensino automaticamente la gratuità della partecipazione al forum sia come lettore sia come scrittore.
Allora ho preso una decisione. Mi sono volontariamente quotato per un abbonamento annuo di € 149,99 (la metà di quello per un giornale).
Lo faccio con entusiasmo sperando che altri l’abbiamo già fatto o che mi seguano in questo mio ragionamento contorto come da tradizione, ma molto diretto ed efficace nei suoi effetti.
C’è un secondo motivo che mi ha spinto verso questa decisione. La situazione della stampa italiana in Italia e all’estero. Tutta la stampa è sovvenzionata dallo stato, oppure sostenuta dagli sponsor: la prima cosa deve cessare; la seconda deve riguardare solo la stampa specialistica o la sola raccolta di finanziamenti per investimenti a scopo di lucro. Il Legno Storto quotato in borsa, sarebbe carino!!
Il Legno Storto deve essere sostenuto essenzialmente dai suoi lettori e perché questo avvenga occorre che si convincano di pagare un prezzo equo che consenta la copertura dei costi ed un suo sviluppo su basi solide. La libertà di parola ha un costo per chi la pronuncia o la scrive a differenza di quella di opinione che è gratuita perché non è impegnativa per la coscienza di chi la esprime.

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L’immagine è stata ripresa nel lecceto prospiciente all’accesso al porto turistico di Cala dei Medici, nel Comune di Rosignano Marittimo

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=22675

venerdì 26 agosto 2011

Ciao Ambra


La mia carissima sorella Ambra purtroppo non è più tra noi !

Solo oggi riesco a venire qui tra le tue cose, in punta di piedi però, giusto il tempo per un fiore.

Ciao sorellina, non ti scorderò mai !

Maria

giovedì 14 aprile 2011

BELLA COME LA VERITA'

domenica 13 marzo 2011

venerdì 11 marzo 2011

FUMO DI LONDRA di NICHOLAS FARRELL

Ai comunisti non basta la patente. Mi vogliono in galera.

Come ho scritto l’altro giorno
mi hanno ritirato la patente
per guida in stato di ebbrezza qui
nella rossa Romagna, per la seconda
volta, a notte tarda, un certo
poliziotto comunista di nome
Mussolini.
Stavo tornando a casa come al
solito, tranquillo, e lui per beccarmi,
riconoscendo la mia Landrover
Defender a passo lungo versione
anti-comunista, ha mollato
di corsa il suo posto di blocco.
Non ho mai avuto un incidente
stradale in vita mia e una cosa la
sappiamo tutti: sono gli uomini
giovani, strapieni non solo di alcol
ma di testosterone, che causano
le stragi non le fighesmesse come
me. Pazienza. Hoscritto: a questo
punto vado in Istria con la mia famiglia,
non ne posso più dell’Ita -
lia.
Bene. Ieri mi è arrivato a casa il
penale in tempi da record, stile
Berlusconi nel caso Ruby, probabilmente
grazie a quel pezzo che
ho scritto su questo giornale. Il
giudice ha deciso: una multa di
15.700 euro e il ritiro della patente
per due anni. Peggio di così... Grazie
a Dio il mio Defender è intestato
a mia moglie se no sarebbe stato
sequestrato e fra poco venduto.
Mia moglie mi ha detto: «Vai in
galera, così almeno non paghi la
multa, e lì dentro non puoi bere il
Sangiovese, il tuo computer ce
l’hai e puoi lavorare, e ci lasci in
pace per un po’, e ti converti al
cattolicesimo, mi raccomando. Io
e i tuoi quattro figli (piccoli) abbiamo
bisogno dei tuoi soldi, capito,
stronzo?».
Pensandoci, non sarebbe male
andare in galera per un bel po’ (la
raccomandata della Procura parla
di “arresto da sei mesi a un anno”).
Che differenza c’è alla fine fra
“Le Petit Arquebuse”, l’osteria
dove tengo il mio quartier generale
nel centro storico di Forlì a due
passi dall’Oviesse, soffocato da
comunisti rifatti, e un carcere? Ma
alla fine ho deciso di evitare a tutti
costi il carcere, quello vero, per un
semplice motivo: ho paura di essere
sodomizzato. Cioè: nel bene
e nel male non sono Pasolini. Le
Petit ha tantissimi difetti, lo so,
ma almeno la clientela non mi sodomizza.
Il mio avvocato mi dice
che ci sia un’altra strada da proseguire.
Per dimezzare la pena possofare
un lavoro di pubblicautilità.
Che bello.
Cioè: potrei fare, fra l’altro, lo
spazzino per sei mesi. Quest’idea
mi attira. Ho già fatto lo spazzino
a Londra da giovane. Conosco i
miei polli. Il segreto di quel lavoro
lì è di nascondersi a tutti i costi per
non fare un cazzo. E so come fare.
E se il capo fa un controllo e ti dice
«Ma Viale Bologna è sporchissima,
come mai?» tu rispondi: «Sì
ma ha tirato un brutto vento in
questi giorni». E così via.Hochiesto
all’avvocato: «Non posso lavorare
con le piante in un vivaio per
esempio, mi piacciano le piante,
o con gli animali?». Preferisco, per
motivi ovvi, evitare i matti. Già
non sento a post psicologicamente
me stesso, e se vedo un
matto la cosa mi turba. Perché vedo
me stesso. Ma una pianta che
cresce e prospera è un’altra cosa.
È una cosa bellissima! (e non parla
a differenza di una donna). Una
volta, ad esempio, ho scritto un
articolo per un giornale inglese
sulla mia ricerca del pomodoro
perfetto. L’ho trovato a Pachino in
Sicilia, sotto Catania. Il pomodoro
perfetto deve essere sia dolce
sia salato. E lì giù (grazie alla mafia?)
c’è. Il mio avvocato mi ha risposto:
«Strano ma vero, secondo
la legge potresti anche fare il giardinaggio
». Sì, al limite, non è male
come idea ma preferisco guidare
il mio Landrover Defender piuttosto
che fare il giardinaggio.
Allora? Allora penso sempre di
più di andare sul serio con tutta la
famiglia in Istria che è vicino a
Trieste e quindi all’Italia, dove
posso guidare (solo in Italia non
posso guidare). E poi quando scadono
i due anni del ritiro in Italia,
chissà, forse torno, forse no. Dipende.
Per dire la verità sono stufo
dellaRomagna edeiromagnoli
e della loro cucina del cazzo e tutti
questi comunisti. Vedremo

venerdì 13 agosto 2010

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sabato 1 maggio 2010

DA UN ARTICOLO SU LIBERO (click)


Marc Bekoff, La vita emozionale degli animali
Pubblicato il aprile 28th 2010 alle ore 13:26 da MondoEditoriale

Gli animali provano gioia, dolore, imbarazzo, rabbia, amore e tutta la gamma di emozioni proprie della specie umana. In questo libro Marc Bekoff, uno dei maggiori etologi al mondo, vincitore di premi Award per la scienza, basandosi su anni di studio sulla comunicazione sociale in un’ampia varietà di specie, dimostra l’esistenza della ricca vita emotiva degli animali.

Le emozioni degli animali ci insegnano sull’amore, la compassione, l’empatia e ci impongono di ripensare radicalmente il modo in cui ci relazioniamo con loro.

L’autore esplora inoltre l’evoluzione delle emozioni, focalizzando l’attenzione sulla continuità evolutiva tra le diverse specie e presenta le ultime tecniche nella ricerca scientifica che riguarda la neurologia e le scienze comportamentali.

Un libro unico nel panorama mondiale finalmente tradotto in Italia, adatto sia agli specialisti e agli studiosi che agli appassionati

Titolo: La vita emozionale degli animali
Autore: Marc Bekoff
Editore: Perdisa
Euro: 18.00
Note: Premessa di Jane Goodall; Prefazione di Danilo Mainardi

venerdì 26 marzo 2010

Una pellicola tanto popolare quanto discutibile: Tre metri sopra al cielo

La scorsa estate mi è capitato d'aiutare una mia giovanissima cugina, nonché figlioccia, a svolgere i classici "compiti delle vacanze". Fra questi compariva la stesura di una relazione riguardante la popolarissima pellicola Tre metri sopra al cielo, versione cinematografica di un altrettanto popolare ed omonimo romanzo di Federico Moccia. Il sottoscritto, pur avendone avuto vagamente notizia, non la conosceva affatto, e si è sobbarcato la visione di questo film. Il contenuto mi ha lasciato allibito, ed anzi preoccupato dal pensiero della sua straordinaria diffusione, tale da farlo comparire fra gli esercizi scolastici stessi.

La trama è abbastanza semplice, e racconta una storia d’amore fra due giovani nella Roma contemporanea. Lui è un teppista violento, lei una studente in un liceo privato.
Il protagonista maschile (Stefano, soprannominato Step) è membro di una banda di motociclisti prepotenti ed aggressivi, e durante la narrazione rimane coinvolto in sei aggressioni diverse. Nella scena iniziale fracassa il naso ed atterra un altro teppista. Il fatto avviene dopo che il nostro “eroe” si è recato intenzionalmente ad affrontarlo, dinanzi all’indifferenza totale degli altri membri della banda. In seguito, Step-Stefano picchia il compagno della protagonista, caccia tale “Baby” sotto la doccia, assale l’automobile in cui questi due si stanno allontanando dalla casa della loro amica, schiaffeggia ancora il compagno di “Baby”, rompe il naso ad un uomo intervenuto per soccorrerlo. Non è finita, poiché nel corso della pellicola si apprende che Stefano ha rotto la mascella ad un uomo, l’amante di sua madre. Ancora, il nostro picchia un altro membro della sua banda, per farsi restituire una collana da questi sottratta ad una amica di famiglia di “Baby”, furto di cui quest’ultima è stata ingiustamente accusata. Dulcis in fundo, rapisce il cane di una insegnante della protagonista, al fine di ricattarla ed ottenere la promozione della fidanzata, messa a rischio dal suo aver marinato la scuola ed aver presentato una firma falsa.
Questo “eroe” non lavora, si rifiuta d’andare all’università e trascorre il suo tempo neghittosamente, con la compagna o coi suoi amici teppisti, assieme ai quali compie bravate quali pericolose corse clandestine in moto, con le ragazze legate al sellino.
La protagonista femminile (soprannominata “Baby”) appare quale vanesia e capricciosa, interessata unicamente a feste ed al proprio aspetto fisico. L’attenzione verso la scuola è inesistente, ed il suo rapporto con un’insegnante è a dir poco pessimo. Prima del suo incontro con “Step”, tale “Baby” è ancora una fanciulla, particolare che nella trama viene presentato implicitamente quale anomalo ed insolito, e come tale percepito dai protagonisti stessi, oltre che dalla migliore amica di lei. E’ degno di nota che nella parte finale della pellicola si scopre che anche la sorella di “Baby” (la quale ha amoreggiato più volte con “Step”, in scene descritte con una certa vivacità) non è più vergine. Baby ha 18 anni, e sua sorella Giuliana appena 14.
Quest’ultima, ancora più frivola della protagonista principale, pare preoccupata soltanto del sesso, è sempre al telefono a spettegolare con amiche, e catechizza una di queste nel seguente modo. Mi scuso per il contenuto, che riporto al fine di far conoscere i dialoghi di questo film: “Certo che quando la prendi la pillola è proprio un’altra vita. Non ti fai problemi inutili, e poi ti senti più libera […] Guarda: buttati! Secondo me la prima volta è meglio farlo con qualcuno che non ti piace. Poi se aspettavo con lui, figurati, non l’avrei mai fatto.” Sic.
Il rapporto coi genitori è pessimo per entrambi i protagonisti. Il padre di Stefano non ha su di lui alcuna autorità, e la madre è sistematicamente da lui evitata, dopo essere stata scoperta traditrice del marito. Il padre di Baby è alquanto assente, o comunque tollerante nei confronti dei comportamenti della figlia, mentre la madre è una sorta d’isterica dispotica. Il linguaggio adoperato è sovente volgare e scurrile.
Diabolus simia Dei. La coppia presentata in Tre metri sopra al cielo pare essere la contraffazione della virilità e femminilità, con l’aggressività e la dominanza maschili ridotte a violenza e prepotenza, e la dolcezza e sensibilità femminili a vanità e lussuria.
Il grave è che questa pellicola ha conosciuto e conosce una diffusione straordinaria fra i giovani ed i giovanissimi, tanto da essere divenuta quasi il simbolo di una generazione. Simili trasmissioni si basano su di un meccanismo psicologico, per cui lo spettatore è chiamato ad identificarsi con il protagonista del suo medesimo sesso. Di fatto, s’invita il giovane o la giovane che assiste a Tre metri sopra al cielo a comportarsi nello stesso modo.

venerdì 12 marzo 2010

PROGRAMMA PER NUOVO PDL

Il nuovo PdL dovrebbe a mio parere:

1) Consolidarsi come movimento liberal moderato di massa.

Per ottenere questo risultato ha bisogno di adottare un orizzonte ideale segnato da:

a) Un' impostazione non confessionale ma non anticattolica.

b) Una visione liberale pragmatica e non ideologica ispirata alla massima "il mercato quando possibile, lo stato quando necessario".

c) L' aspirazione ad istituzioni snelle ed efficienti, con legge elettorale maggioritaria che favorisca il bipolarismo e la scelta diretta del capo del governo da parte dell' elettorato.

2) Ottenere un più solido radicamento nel territorio, nelle formazioni sociali intermedie, nella scuola, nelle istituzioni culturali.

Quindi non può limitarsi ad essere un semplice comitato elettorale, ma deve prevedere strutture territoriali diffuse ed incentivare un impegno diretto dei simpatizzanti disinteressati.

domenica 10 gennaio 2010

ALLA FACCIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Ambra, sono caduti oltre 200 record di freddo negli stati centro-settentrionali, con punte mai raggiunte da quando esistono i termometri "ufficiali", spesso "sotto" i -30.

E il risultato è stato anche il record di "copertura nevosa" sull'intero emisfero nord, cui gli USA hanno contribuito pesantemente . Serenari

sabato 26 dicembre 2009

venerdì 25 dicembre 2009

Ecco la vera storia della vita e delle avventure di Babbo Natale


Lyman Frank Baum (1856-1919) è conosciuto soprattutto per essere l’autore del Mago di Oz. In realtà lo scrittore americano ha al suo attivo una ampia produzione letteraria. Basti pensare che la serie di Oz comprende altri tredici romanzi, spesso non meno divertenti del primo e (complice anche il film con Judy Garland) più famoso. Certo, a differenza di altre personalità impropriamente presentate come scrittori per l’infanzia (basti pensare a Swift o a Carroll, ma anche a Stevenson o a Verne) Baum è uno scrittore che ha lavorato sempre per ed è stato letto soprattutto da un pubblico infantile. Tuttavia l’umorismo un po’ paradossale, non privo di una vena stralunata, che percorre le sue pagine lo rende gradevole anche alle persone adulte. D’altra parte la critica non ha mancato di notare le allusioni e i riferimenti alla politica americana di fine Ottocento disseminati nel Mago di Oz. Come che sia di ciò, in questa stagione dell’anno particolarmente indicato risulta un altro libro di Baum: The Life and Adventures of Santa Claus.

In altri tempi procurarsi il libro sarebbe stato problematico, senza affannose ricerche in biblioteca o con estenuanti ordini all’estero. Adesso grazie ad internet è possibile scaricare il lungo racconto di Baum da un sito web facilmente rintracciabile attraverso un motore di ricerca. Per gli affezionati del cartaceo l’impresa è appena un poco più costosa. Con una spesa tra 7 ed i 10 euro è possibile ordinarlo in una qualunque libreria in rete.

Il futuro Santa Claus (cioè san Nicola, questo il nome di Babbo Natale nei paesi anglosassoni) è un trovatello. Un giorno Necile, una delle ninfe della magica foresta di Burzee, scopre un neonato abbandonato che sta per essere divorato da una leonessa. Lo salva e decide di adottarlo. Le ninfe sono immortali e, se possono soccorrere e aiutare gli esseri umani, non è loro consentito però di prenderli con sé. In questo caso però si fa uno strappo alla regola. Così il piccolo Claus viene allevato da Necile, diventando il beniamino di tutta la foresta.

Claus scopre la sua vocazione grazie al grande Ak, signore delle foreste. Vissuto sempre fra le fate e gli elfi non ha contatto con l’umanità. Un giorno Ak porta Claus, oramai cresciuto, a visitare le terre abitate dagli uomini. Il contatto con il mondo gli fa scoprire il dolore legato all’esistenza umana. Soprattutto lo colpisce la sofferenza dei bambini. Decide perciò di costruire e donare loro dei giocattoli, per renderli felici. La sua fama si diffonde e così dà vita a un’industria, cui collaborano gli altri abitanti del mondo magico, che si ingrandisce sempre di più.

Della storia di Baum sono possibili diverse letture. Anzitutto, in controluce a questa vicenda si percepisce nitidamente una trasposizione natalizia del sogno americano. Un giovane volenteroso che, armato della sua passione, mette su dal nulla una grande industria. Tuttavia questa interpretazione in chiave sociologica, per quanto non errata, non è la cifra ultima del racconto. Alcune altre considerazioni s’impongono.

Nella storia la religione non è in primo piano, il fatto che le consegne avvengano la notte di Natale deriva da una circostanza casuale. Il re delle renne non vuole far allontanare troppo spesso i suoi animali. Perciò chiede ed ottiene che essi possano accompagnare Santa Claus nel suo giro attorno al mondo una sola notte all’anno, la vigilia di Natale. Tuttavia questa scelta, che a prima vista si presenta come un puro espediente narrativo, fa risaltare in modo sobrio, il significato universalistico del Natale.

Soprattutto, però, la storia contiene una riflessione sull’animo umano. Il trovatello ha ricevuto nella foresta di Burzee accoglienza ed affetto. Un affetto che vuol ricambiare rendendo felici i bambini con i suoi doni. Non si tratta di una melensa celebrazione dei buoni sentimenti, ma di una osservazione di buon senso che costituisce la semplice morale di questa favola. Peraltro, il sentimentalismo viene compensato dal senso pratico, quando nell’ultimo capitolo Baum scioglie il dilemma sull’esistenza o meno di Babbo Natale che ha segnato l’infanzia di ciascuno di noi. A suo avviso esistono dei rappresentati deputati di Babbo Natale, i fabbricanti di giocattoli e i genitori. A loro, la responsabilità di far vivere e rendere reale Babbo Natale, anche dove questi non può arrivare con la sua slitta.
di
Maurizio Griffo

giovedì 24 dicembre 2009

Dies natalis Domini properat

a. d. IX Kalendiis Decembriis, anno MMDCCLXI ab Urbe condita

Marcus Julius Ambra, Duopassui ac Mari scripsi.
Vobis ago auspicium hilari et secundi diei natalis Domini: cupio omnia quae vultis.
Augeant et crescant fortuna ac felicitas vestrae.
Vale tu, o Mari, etiam tu, o Duopassu, ac tu, o Ambra, et valete vos, omnes eorum familiares ac cari

lunedì 21 dicembre 2009

sabato 19 dicembre 2009

venerdì 18 dicembre 2009

OHIBOH ! DA OGGI E' REATO

L'ha sancito la Cassazione.

martedì 15 dicembre 2009

Lettere deliranti contro Berlusconi

Da alcuni mesi mi sono iscritto su “Facebook”, avendomi richiesto alcuni amici di aiutarli nella loro attività politica svolta all’interno di tale spazio virtuale. Quale loro collaboratore, sono co-amministratore di alcuni siti, tutti politicamente schierati ed anti-comunisti.
Anche se lettere vagamente minatorie ed offensive mi erano pervenute già in passato, speditemi direttamente al mio indirizzo impiegato su Facebook od a quello dei siti a cui partecipo, dopo l’attentato a Berlusconi mi sono giunte una pletora di missive intrise di collera ed odio.
Ne riporto stralci di alcune, tanto per dare un’idea del contenuto
Un tale, che si firma “Renato Curcio” (si è scelto un bel pseudonimo!), scrive:
“Questo [l’attentato a Berlusconi] è solo l’inizio […] torneranno le Brigate Rosse, torneranno i partigiani. Finirete tutti appesi a piazzale Loreto, sporchi fascisti razzisti borghesi. Ricordatevi dei fratelli Cervi che avete ammazzato.”
Un altro, che si firma “Tito”, dichiara:
“Berlusconi, Bossi, La Russa, Tremonti, Brunetta: tutti dentro alle foibe con una bandiera tricolore infilata nel ****”
Una lettera, la più violenta di tutte, non può essere riportata, perché contiene una filastrocca di oscenità davvero turpi. L’autrice mi pare una donna con seri problemi mentali, poiché non riesco ad immaginare un essere umano psichicamente sano, seppure in preda all’odio, che possa scrivere cose simili. La sua missiva contiene scurrilità e volgarità contro Berlusconi, Carfagna, Gelmini e Brambilla, con un linguaggio irripetibile, oltre ad auspicare una morte lenta e dolorosa del Presidente del Consiglio. Chi ha steso la lettera pare avere scarsa dimestichezza con la lingua italiana, causa i numerosi e grossolani errori grammaticali (ad esempio, scrive diverse volte “un’uomo” con l’apostrofo) ed alcune espressioni dialettali inserite nel testo.
Non manca chi, senza inneggiare all’aggressione ed al tentato omicidio, tende subdolamente a giustificarli.
Un signore (adopero questo termine nella sua accezione più estensiva), afferma, meno aggressivo e più mellifluo di altri, dichiara:
“Hai saputo dell’attacco a Berlusconi? Sei triste, eh? Hai versato qualche lacrimuccia? Io invece ho trascorso una serata [il giorno dell’attentato] stupenda. Ero felice, tanto felice, ed ho fatto sesso con la mia compagna con vera goduria, pensando alla faccia sanguinante e pesta del Cavaliere”
Una signorina piuttosto giovane (ammesso che la fotografia che appare su Facebook sia realmente la sua) mi scrive sulla posta privata dicendomi che parlare di opporsi alla violenza degli estremisti di sinistra costituisce di per sé un atto di violenza, e sostiene tale posizione con un ragionamento a dir poco contorto e sofistico.
Non mi risulta che nessun presidente del Consiglio di sinistra sia mai stato aggredito fisicamente da nessun estremista di destra qui in Italia, ed ignoro perché invitare ad opporsi alla violenza comunista rappresenti ipso facto un “atto di violenza”.
Il breve spaccato che queste lettere, e molte altre che non riporto, offrono della mentalità diffusa presso numerosi militanti di sinistra mi conduce a chiedermi quanto grande sia l'intensità dell'odio, irrazionale e talora patologico, verso l'attuale governo ed i suoi rappresentanti diffuso presso gli estremisti comunisti d'Italia.

giovedì 3 dicembre 2009

CONSIGLI VERDI (click)


Lunedì 30 Novembre 2009

Broccoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles avessero proprieta' anticancerogene, per i tumori all'intestino, e' cosa nota e confermata da due studi dell'Istituto britannico per l'alimentazione e dalla Universita' John Hopkins di Baltimora (Usa). Questi studi rilevano che il consumo di un chilogrammo a settimana dei suddetti prodotti diminuisce del 50% il rischio di tumore all'intestino.

Ma la novita' e' che la assunzione di germogli di broccoli protegge dal cancro al seno. I germogli contengono, in misura 100 volte superiore alla pianta matura, isotiocianato (estero dell'acido isotiocianico), dal caratteristico odore di senape, che ha una azione "disintossicante" delle cellule. L'esperimento e' stato fatto sui ratti, trattati con l'estratto di germogli. Ma anche la pianta matura dei broccoli, contenente indolo-3-carbinolo, ha effetti inibitori del cancro al seno.

Una attivita' e informativa consentirebbe ai consumatori di indirizzare le proprie scelte alimentari verso questi prodotti, che, oltretutto, sono ampiamente diffusi nel nostro Paese.


CONSIGLI VERDI (click)


Frutta & Verdura, il duo che mette l’influenza Ko

Lunedì 23 Novembre 2009

Prevenire l'influenza? Con il benemerito duo frutta & verdura si può eccome, senza medici né medicine. Perché prima dell’igiene personale e della vaccinazione, così come il Ministero raccomanda, c’è la buona tavola e una macedonia ben concepita e fatta in casa riesce spesso a combinare più miracoli di tutta l’industria farmaceutica.

"Proprio con l'alimentazione", spiega infatti Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di Medicina Naturale di Empoli e presidente dell’Associazione nazionale dei medici fitoterapeuti, "possiamo sfidare i ricorrenti virus influenzali assumendo tutta una serie di sostanze utilissime per proteggere il nostro organismo dalla malattia. Non ci sono né rischi, né controindicazioni. Ci sono semmai delle raccomandazioni: sani e ammalati, bambini e anziani, adulti e donne in gravidanza, senza limitazioni di sorta, dovremmo tutti assumere frutta e verdura fresca e di stagione"

Tre gli accorgimenti suggeriti da Firenzuoli e tutti semplici: mangiare 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura; rispettare il principio dei 5 gruppi di colore principali (giallo, rosso, bianco, verde e viola/nero; preferire insalate miste sia di frutta che di verdura ricca in vitamina C, minerali e oligoelementi.

I perché di questo ricettario sono presto detti. Le 5 porzioni servono a fornire all’organismo sufficienti sostanze utili. I colori rivelano la presenza di sostanze attive ncessarie per mantenere fluide le secrezioni, per esercitare un'attività antiossidiante e quindi il perfetto funzionamento del sistema immunitario. Le insalate miste fresche e di stagione sono infine l'unico modo per assicurarci tutti i giorni il vasto menù delle sostanze indispensabili.

Ecco dunque due pratici esempi firmati Firenzuoli. Insalata mista di peperoni (una fetta di peperone giallo, verde e rosso), cavolfiore e radicchio, rosso, meglio se in pinzimonio, con olio extravergine di oliva, sia a pranzo che a cena.

Questa ricetta assicura il massimo di vitamina C assimilabile con l'alimentazione. Il peperone è in fatti l’ortaggio in assoluto più ricco di acido ascorbico, ma ci fornisce anche antociani, carotenoidi, flavonoidi, isotiocianati e clorofilla, che rappresentano i pigmenti indispensabili per sostenere le nostre cellule

Quanto all’insalata di frutta, la macedonia deve contenere uva nera, ribes rosso, kiwi, banana e arance. Questo cocktail è in grado di darci il massimo di vitamina C e al tempo stesso acido ellagico e resveratrolo dalle documentate attività antivirali

Ci sono purtroppo anche persone che non tollerano frutta e verdura o che non possono assumerla per vari motivi. Per loro Firenzuoli consiglia un'alimentazione integrata con estratti di Rosa canina che fornisce vitamina C naturale in associazione sinergica con i carotenoidi, che la rendono più potente.

Infine, per quanti hanno necessità di aumentare le difese immunitarie c’è il grande aiuto di una pianta cinese, l'Astragalo (Astragalus membranaceus) di cui utilizziamo estratti ottenuti dalla radici, reperibile anche in integratori e utilizzabile anche in farmaci vegetali.

domenica 29 novembre 2009

LETTERA ALL'ON. DENIS VERDINI

Egr. On. Denis Verdini

e p.c. ai parlamentari del PDL.

Sono un simpatizzante del PDL, almeno per ora.

Vorrei farLe presente che ho sempre votato nell’area di cdx anche prima della costituzione del nuovo partito, oggi ho delle forti perplessità a continuare a votare il partito di cui Lei è il coordinatore, data la presenza dell’on. Fini ormai orientato verso una sinistra obsoleta e logora che lui chiama farefuturo.

Non passa giorno che lui ed i suoi seguaci, intralcino il lavoro, già di per sé difficile, di questo governo, con dichiarazioni degne di Di Pietro.

Inoltre quella presentazione al 22/23 dicembre della legge sulla cittadinanza breve, in combutta con il PD , è al di fuori di ogni logica e soprattutto contraria al mandato che noi elettori Vi abbiamo conferito.

Sarà mia cura controllare quali deputati del PDL abbiano votato per questa legge, al fine di non votarli mai più.

Oltre a questo ho riscontrato, la mancata difesa di SB, dalla magistratura rossa, da parte del presidente della camera ed anche una certa “tiepidezza” da parte del resto del partito.

La lettera che le sto scrivendo, pur essendo a titolo personale, è condivisa da moltissime mie conoscenze sia reali che di web.

Posso quindi dire, che alle prossime regionali, se troviamo in lista candidati finiani, non esiteremo a votare per altro partito che dia garanzie sull’immigrazione, sulla sicurezza e che contrasti lo strapotere di questa Europa che si sta profilando orwelliana. Un’ Europa che svilisce tutte le nostre tradizioni, che annienta la nostra cultura, che porterà alla fine della Civiltà occidentale. Cerchiamo almeno di salvare l’Italia, non tanto per noi quanto per i nostri figli.

Distinti saluti

P.S

Se avesse del tempo Le consiglio di leggere questi post, con i relativi commenti sono una minima parte di quello che gira sul web di questo tenore. Non sottovaluti la “base” del CDX, non è trinariciuta.

http://sauraplesio.blogspot.com/2009/11/per-fare-futuro-il-piu-grave-dei.html

http://orpheus.ilcannocchiale.it/2009/11/26/io_non_ci_sto.html

http://laltrasponda.blogspot.com/2009/11/nono-e-meglio-non-fare-futuro.html

http://mangoditreviso.blogspot.com/2009/11/fare-o-durare.html

http://blacknights1.blogspot.com/2009/11/orgogliosamente-stronzo.html

http://gio88-giova.blogspot.com/2009/11/nuova-perla-dei-finioti.html

http://sarcastycon.wordpress.com/2009/11/27/fareschifo/

martedì 24 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

domenica 8 novembre 2009