lunedì 12 novembre 2007

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


L'ORIGINE DEGLI ETRUSCHI (ricerca)

De origine Etruscorum - Sull'origine degli etruschi

Iam - già
scriptores - gli scrittori (ma qui forse meglio "gli autori")
antiqui - antichi
(1) - ritenevano (che)
originem Etruscorum - l'origine degli etruschi
(2) - fosse da collocarsi
in Asia Minore - in Asia Minore
collocandam esse - (2)
censebant. (1)

Nuper - recentemente
(3) - sono
(4) - stati trovati
nova indicia - nuovi indizi
reperta - (4)
sunt, - (3)
quae - che
(5) - sembrano
(6) - confermare
(7) - la loro
opinionem - opinione
eorum - (7)
confirmare - (6)
videntur. - (5)

Investigatores - (8)
enim - infatti
(8) - i ricercatori
Italici, - italiani
Antonio Torroni - Antonio Torroni
ex universitate Papiensi - dell'università di Pavia (lett. "dalla")
et Alberto Piazza - e Alberto Piazza
ex universitate Taurinensi, - dell'università di Torino
(9) - hanno fatto l'esame
(10) - del DNA (lett. riguardo alla costituzione dei geni)
aliquot homines - (di) alcuni uomini (che)
(11) vivevano (lett. abitanti)
in Tuscia - in Etruria
habitantes - (11)
de constitutione genorum - (10)
inspexerunt. (9)

Tum - Allora per la prima volta
invenerunt -hanno trovato
vestigia, - indizi (tracce, segni)
quibus - attraverso i quali
populus Tuscus - il popolo etrusco
(12) - può
(13) - essere collegato
cum gentibus - con le genti
Asiae Minoris - dell'Asia Minore
coniungi - (13)
potest. - (12)


De origine Etruscorum

Iam scriptores antiqui originem Etruscorum in Asia Minore collocandam esse censebant.

Nuper nova indicia reperta sunt, quae opinionem eorum confirmare videntur.

Investigatores enim Italici, Antonio Torroni ex universitate Papiensi et Alberto Piazza ex universitate Taurinensi, aliquot homines in Tuscia habitantes de constitutione genorum inspexerunt.

Tum invenerunt vestigia, quibus populus Tuscus cum gentibus Asiae Minoris coniungi potest.

(Jokke Häsä)

ps
strano che non ci sia nessun toscano tra gli autori di questa ricerca





]

LAVOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo secondo)

Trovai Aldo assai eccitato, che andava di qua e di là, preparando bagagli e valigie, canticchiando "colline verdi" di Marcella Bella, tutto sudato, ogni tanto guardandomi con un'aria da furbetto.
Alla fine sbottai
- Ma che ti è preso ? - e qui feci la domanda intelligente - ...parti ? -
Mi guardò indispettito
- No, sto preparando le valigie per passare un mese di vacanza in casa -
- Ok, ok, sono stato banale, ma tu mi incuriosisci. Dove vai ? -
- Vado, anzi "torno" nel neolitico ! -
E, prima che potessi ribattere, continuò trionfante
- Aria pura, cibo sano e nutriente, acqua naturale, senza potassio aggiunto, notti a guardar le stelle, passeggiate nella Natura incontaminata, vita allegra, felice, senza problemi, senza l'ansia e lo stress di questo mondo sovrappopolato e frenetico, vittima del consumismo, avvelenato dall'anidride carbonica, condannato dai cambiamenti climatici, temperature orrende, mari che ti entrano in casa senza permesso, e ti inseguono su per le baite alpine, senza darti tregua, cicloni, tsunami, terremoti, allagamenti.... tutta roba sconosciuta agli uomini del neolitico, che vivevano la purezza del contatto colla Natura, l'amicizia degli altri animali, l'armonia della foresta e delle praterie non contaminate dall'uomo, dalla sua avidità, dalla sua crudeltà... -
E qui mi dette un'occhiata da commissario che fa il terzo grado al testimone reticente
- Lo sai quanti siamo su questa Terra ? Miliardi, miliardi... oh, ma abbiamo un grande progetto, si chiama "Rientro dolce", e ci riporteremo dolcemente a massimo due miliardi !
(vedi: http://www.rientrodolce.org/ )
Aborti, eutanasia, e via dicendo, faremo abortire anche quelli il cui oroscopo sia sfavorevole, così non ci saranno più sfigati su questa Terra ! -
Lo guardai sbigottito. Sapevo che s'era fatto recentemente una indigestione di frescacce e ambientalate, ma non mi aspettavo che ne fosse così impregnato.
Detti un'occhiata fuori dalla finestra a quel mondo che lui voleva abbandonare, niente più sinfonie, niente film, niente auto, navi, aerei o ristoranti, niente librerie, ospedali, centri commerciali... niente di ciò che, nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene, ha fatto l'uomo per poter vivere una vita più sana, più comoda, più confortevole, più lunga, più sicura...
Avevo detto che l'avrei accompagnato, e l'avrei fatto, ma avrei saputo sopportare la mancanza della mia rivista di sudoku, ogni venerdi ?
La mia dieta mi aveva costretto già a girare al largo dalle pasticcerie, ma come avrei potuto sopportare tutte le altre privazioni ? Addio computer sorgenti da internet, e dai costi elevati, siti ineguali noti a chi ha navigato tra voi, e impressi nel suo hard disk non meno che l'aspetto dei suoi familiari (ma in un'altra cartella), file de' quali si distingue l'estensione come il suono delle voci domestiche, foto sparse e di mille colori per cartelle e sottocartelle. come branchi di pecore pascenti, addio ! Quanto è tristo il passo di chi, avendo navigato tra voi, se ne allontana !
Ma non c'era tempo da perdere, Aldo s'era già infilato nella cabina, e mi ci infilai anch'io, prendendo posto accanto a lui.
Ebbi un tuffo al cuore, il neolitico ci aspettava !
(continua cap. terzo)

domenica 11 novembre 2007


PERCHE' NON DIVENTO ITALIANO.
Io sono un alieno. Vivo in Italia da quando sono nato. A 18 anni ho scelto di restare straniero : erano gli anni di piombo ed io avevo amici sia nell’estrema sinistra sia nell’estrema destra e non volevo avere problemi con la polizia. A 50 anni ho sentito il desiderio di diventare italiano. Mi ero stancato di avere addosso l’etichetta di alieno e mia moglie mi spingeva perché il centro-destra avrebbe ottenuto un voto in più.
Poi ho cambiato idea.
Il mio problema è simile a quello che cantava Giorgio Gaber in una delle sue ultime interpretazioni : “Io non mi sento italiano ma per fortuna purtroppo lo sono…” Nel mio caso sarebbe : “Io non mi sento straniero ma per fortuna purtroppo lo sono..”
Io sono figlio della seconda guerra mondiale, ho visto la rinascita di questo paese soffrendo la famiglia patriarcale e le occlusioni mentali ma notando una certa libertà del cittadino per spirito di iniziativa ed opportunità nella vita. Se si sfoglia un libro di storia un italiano non può che essere orgoglioso di ciò che i suoi avi hanno fatto nel passato ma se si guarda dagli anni ’80 in poi all’italiano non resta che piangere. Tutti i capisaldi di questa società in crollo verticale. Addio tradizioni e cultura. Strutture inadeguate, servizi inadeguati. Domina la presunzione di colpevolezza nei riguardi del cittadino. Consuma troppo, mangia troppo, spende troppo, inquina troppo, sporca troppo….ma è lo stato/governo che si deve adeguare alla realtà in base alle esigenze ed alle richieste del cittadino e non viceversa. Lo stato è il leader degli sprechi e vuol fare la morale al popolo. Questo è un paese in fila. Si fa la fila in banca, dal medico, negli uffici statali, sulla strada. Qui si spreca il tempo a tal punto che uno deve prendere le ferie se gli occorre una serie di documenti. Qui vivono i figli senza sberle, i figli che hanno educato (male) i genitori ed i genitori che hanno ricambiato (male) l’educazione. Qui è scomparsa la cultura della gavetta, si è diffusa quella del lavoro facile, è scomparsa la cultura del sacrificio in funzione di obiettivi futuri e si è diffusa la cultura del voglio tutto e subito. E’ sparita la cultura dell’attenzione, diffusa quella della noncuranza. Sparita la cultura della reazione, diffusa quella della commiserazione. Scomparsa la cultura delle dinamiche mentali, diffusa quella della pigrizia mentale. Spariti i modelli di riferimento, rimasti solo quelli televisivi. Scomparsa la trasmissione dei valori, dei principi. Qui si sventola la bandiera rossa con la falce e il martello mentre nel mondo è stata abolita tranne a Cuba. Qui non si sente l’appartenenza alla Patria (salvo rari casi), si sente l’appartenenza ad un rione, ad un quartiere, ad una squadra, al massimo ad una città. Qui regna la cultura dello sbattecazz che è più insolente del classico menefreghismo perché è un modo per fare le cose senza il minimo accenno di riflessione e senza la minima preoccupazione di poter arrecare disturbo agli altri se non addirittura pericolo. Qui le consuetudini hanno sostituito le regole. Un italiano su 4 non sa che la Terra gira intorno al Sole e pare che ci siano ben 21 milioni di ignoranti residenti. Ci si preoccupa tanto e a gran voce dei diritti ma silenzio assoluto sui doveri, guai a nominarli. Ci si preoccupa tanto degli zingari, dei pervertiti, degli assassini, degli stupratori, degli extra-comunitari, degli ex-brigatisti, ma degli altri cittadini no, calci in culo e via andare tanto sono tutti evasori fiscali!! Questo è il paese del trionfo dei luoghi comuni, dell’ipocrisia, della retorica, della dementocrazia, dell’effimero, della consapevolezza del torto, del contrario di ciò che si dovrebbe fare, della demagogia, degli ingenui, dei ciarlatani, dei maghi, e la tv ne è il portabandiera diffondendo i vari virus nelle case, nelle famiglie. Qui si fanno i colpi di stato democratici, senza disordini, senza spargimenti di sangue. Qui un vandalo diventa un martire della libertà. La qualità di un rapporto la si misura attraverso gli oggetti posseduti o regalati. Inciuci, clientelismo, furti, truffe, raccomandazioni, ci possono essere ovunque ma l’Italia riesce a sviluppare questi generi con più fantasia. Qui il clan è diventato un partito. Qui i punti di vista sono diventati opinioni. Qui si uccide la cultura, la democrazia, l’onestà, la verità, la giustizia, l’iniziativa privata e perfino la storia. Si raccontano favole sui partigiani (che Longanesi chiamava ladri di polli) e ci si dimentica in fretta che l’Italia è stata liberata grazie agli americani. Io ho rischiato di non nascere perché i partigiani sono rimasti indecisi se uccidere o meno mia madre. Qui la coscienza ha traslocato altrove. Quante volte siamo prigionieri degli impiegati statali che sbuffano subito appena ci vedono aggrappati ai loro sportelli?
Esistono delle società che si adeguano alla realtà e che fanno le strutture in base alla tendenza del mondo che ci circonda. Un esempio. A Barcellona e dintorni ci sono 250.000 parcheggi, in Italia 285.000!!!! Qui si và in controtendenza e si investono milioni di euro per le piste ciclabili quando ci passano 12 biciclette al giorno!!! Bisognerebbe chiedersi come mai gli altri paesi hanno un’immagine degli italiani (eteropercezione) stereotipata finchè si vuole ma negativa e ironica; ciò avviene anche per colpa degli italiani che non hanno sviluppato un’immagine di sé stessi (autopercezione) sufficiente per correggere quella che danno di loro nel mondo.
L’Italia è forse l’unico paese al mondo dove gli sconti di pena sono simili a quelli dell’abbigliamento : possono arrivare fino all’80%!!!
Io sono un consulente tecnico di parte in un processo dove un politico con una macchinona ha ucciso 5 ragazzi dentro ad una macchinina. Al politico non hanno fatto l’esame del sangue (aveva bevuto almeno 2 cuba-libre) mentre al ragazzo guidatore sì, trovandogli però solo della gazzosa nel sangue. Ovviamente tutti i testimoni (di notte cosa hanno visto?) hanno raccontato che la colpa è del ragazzo. Ci mancherebbe altro. Bisogna salvaguardare i vivi, i morti (che non possono difendersi) non possono più votare e pagare le tasse…per cui…al diavolo!! Dopo 3 anni di duro lavoro (lo faccio gratis per un senso di giustizia) sono riuscito a ricostruire l’incidente in modo dettagliato e preciso tanto da riuscire, solo di recente, a condurre il processo (altri periti, avvocati e il giudice) verso una direzione opposta rispetto all’inizio e cioè di colpevolezza del politico. Cosa è successo? Hanno sostituito il giudice. E si ricomincia daccapo!
Ovviamente vi ho segnalato le cose che mi hanno fatto propendere per la scelta negativa. Tutte le altre che non ho citato sarebbero quelle che mi avrebbero fatto scegliere diversamente.
Qualcuno di voi, giustamente, mi dirà….ma perché non te ne vai? Chi o cosa ti obbliga a restare qui, se non ti piace vattene altrove e non rompere……..
Ma vi risponderei come potrebbe fare un cittadino di Beirut, dell’Ulster, del Bronx, di Cuernavaca, di Haiti, di Bagdad, di Gerusalemme eccetera.
Qui ho le mie radici, qui ci sono i miei sentimenti, qui ho costruito il mio mondo. Sarà un alibi del cavolo ma non riesco a rinunciarvi.
Non sono un pusillanime, dovevo decidere anni fa quando avevo più coraggio e stimoli eppoi ho una grande idiosincrasia per le lingue e la cosa ha giocato a mio sfavore.
Henry Miller scrisse :
“ La nostra destinazione non è una località ma piuttosto un modo di vedere le cose”.
Grazie per l’attenzione.

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(cap. primo)

- "Ritorno al neolitico !" -
- Così ha detto ? -
- Si -
- Nooo ! -
- Ma sì, ha detto così, che vuole tornare al neolitico, quello di prima dell'agricoltura, perché l'agricoltura, dice lui, toglie terra alle foreste, e sarebbe quindi un cancro, un male voluto dall'uomo, che ucciderebbe Gea, la Terra. -
- E quindi niente agricoltura ? -
- Niente, secondo lui -
- E' proprio impazzito, ma per fortuna non può tornarci -
- A parte che questo è proprio il programma di certi ambientalisti, riportarci al neolitico preagricolo, per non consumare le risorse del pianeta.... un ritorno alla vita preistorica, naturale, e, secondo loro, più sana... -
- Ma se la vita media era di 15 anni ! Vedi ora come si è allungata la vita.... come fanno a dire certe menzogne ? -
- E' che vivono nei fumetti. Si sono imbevuti di cartoni animati, e invece di trarci un sano divertimento di un'ora, ne hanno fatto una filosofia di vita. Così i cattivi sono quelli che vogliono costruire centri commerciali.... i pescecani sono buoni, e gli eroi migliori sono quasi tutti topi... alla faccia delle ditte di derattizzazione.
Gli uomini invece sono cattivi, inquinano il pianeta, fanno scomparire le specie animali... -
- Già, chi ha fatto scomparire i brontosauri, le tigri dai denti a sciabola, i mammuth, gli pterodattili e tante altre specie, Bush e le sue industrie ? -
- La Terra si starebbe riscaldando per colpa dell'uomo... -
- Anche Marte, Giove e via dicendo... ma quali industrie americane starebbero inquinando gli altri pianeti ? -
- E lo dici a me ? Sfondi una porta aperta. Ma Aldo ne è convinto. Del resto hanno dato il premio Nobel ad al gore... e tutti gli scienzioti di regime, forse per bussare a soldi e finanziamenti, sostengono questa tesi, che per me è una bufala colossale....e sai com'è influenzabile Aldo, basta dirgli che "l'hanno detto gli scienziati", e lui, poveretto, che ha tante altre cose da fare e non può approfondire, studiare, capire, ci crede, si impressiona, si fa coinvolgere.... del resto lo conosci, no ? E' fatto così -
- Lo so com'è fatto, ma io che posso farci ? non riuscirei mai a convincerlo del contrario. -
- Ma è pur sempre tuo cugino, non vorrai che si faccia uccidere da qualche troglodita nell'illusione di incontrare il buon selvaggio ? -
- ...si faccia uccidere, hai detto ? Non vorrai mica dirmi che...? -
- Purtroppo si, vuole usare la macchina del tempo che ha costruito zio Massimo per tornare davvero nel neolitico ! -
- Ma funziona ? -
- Si pensa di si -
- E lui vuole tornare nel neolitico perché ora staremmo bruciando le risorse del pianeta ? -
- Si -
- Devo fermarlo -
- E' proprio per questo che sono venuto ad avvisarti, ma fai presto, che sta già preparando le valigie, e non riuscirai a trattenerlo facilmente -
- Allora, se sarà necessario, andrò con lui. Devo proteggerlo, nonostante tutto. -
Raccolsi in fretta alcune cose, e mi diressi di gran carriera a casa di Aldo.
Nel cielo si addensavano fosche nubi, oscure come i miei pensieri e i miei presentimenti.
Mi tirai su il bavero del cappotto, ed affrettai i passi, coll'animo inquieto.
(segue cap.secondo)

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

Chi sono io ?
Ah ah, finalmente potrò esclamare la famosa frase
- Lei non sa chi sono io ! -
eh già, a saperlo, non verrebbe chiesto.
Ma, in fondo, chi sono io ?
Sono forse quello che c'è scritto nella mia carta d'identità, o sono Shelburn, o Ganavion, o Duepassi, o tanti altri che hanno trovato espressione e vita dalla mia faticabile (neologismo per "non infaticabile" :-) ) opera ?
Hanno forse i miei personaggi, come il serial salsiccer, o Trepassi, o Shelburnsson, o Canuto stesso, il grande, qualcosa a che fare con me, o hanno essi stessi una loro indipendente vita ?
Quanto potere ha un autore di manipolare i propri personaggi, o non hanno essi stessi diritto ad un profondo rispetto per la loro indipendenza, e il loro particolare carattere, che non è sempre, o forse mai, quello stesso dell'autore ?
Certo non vorrei che qualcuno pensasse che io vada davvero in giro a rubar salsicce... :-)
L'uomo che non ha dubbi, è spesso assai lontano dalla verità, ed io sono un uomo pieno di dubbi... ma sono davvero tanto vicino alla verità ?
Mi guardo allo specchio. Sono così cambiato che quasi non mi riconosco più.
Ebbene sì, ho perso qualcosa, da quando ero giovane, in freschezza, velocità, forza... ho perso qualcosa anche recentemente.... 21 chili di peso,
ma non li voglio indietro.
E se avete anche voi qualche dubbio, tranquilli:
lo so di essere io, lo so !

sabato 10 novembre 2007

ALLEGRAMENTE S'IMPARA E SI PROCEDE

Miei cari e scelti lettori, se vi va, parlate con me, parliamo fra noi. Quello che oggi ci opprime di più è la situazione politica, ma niente vieta di parlar d'altro. Tuttavia, finché il Parlamento non sarà congelato, continuiamo a sperare che la vera libertà sia una conquista possibile.
Mettiamocela tutta. Ambra

giovedì 8 novembre 2007

Alle 17,59 di oggi 8.11.07 ricevo...

Fai ció che credi, io mi ritiro completamente da questo "buco nero" !
Buona fortuna.
Giuseppe

Colpa mia certamente : ho avuto la presunzione di aprire questo blog senza sapere come gestirlo. Ho chiesto aiuto, ma la mia ignoranza era troppo crassa e la pazienza ha un limite.
Giuseppe l'ha finita, ma io cercherò altri che non mi abbandoneranno, anche se dovrò esercitare io la pazienza di attendere sostegno.
A presto amici. Ambra

Test post gatti

Miao !

martedì 6 novembre 2007

Scritto da Asinomalvagio

Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciacuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nesuno capì che Ognuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare. W l'Ita(g)lia

Meditate gente, meditate. Ambra

PER VEDERE MEGLIO LE FOTO CLICCATEVI SOPRA

Arrangiarsi è ammesso.
Pian piano migliorerò, ve lo prometto Ambra

ANCHE I GATTI LO SANNO

QUESTA E' LA GUERRA DEI NOSTRI RAGAZZI

AGI/REUTERS) - Herat (Afghanistan), 6 nov. - Decine di Talebani sono rimasti uccisi la notte scorsa da un bombardamento aereo della Nato sulla provincia di Badghis, nel nord-ovest dell'Afghanistan. Lo ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa afghano, Zahir Azimi, secondo cui tra i guerriglieri eliminati c'e' anche un loro comandante. Testimoni oculari hanno peraltro denunciato che nel raid sono rimasti vittime anche molti civili, compresi almeno due bambini, e che parecchie abitazioni sono andate distrutte. Tutte affermazioni smentite dal portavoce, il quale ha aggiunto che all'operazione, condotta anche da terra, hanno partecipato truppe atlantiche appoggiate da forze governative locali. Gli studenti coranici a loro volta hanno ammesso soltanto due perdite e dieci feriti. (AGI)

Battistad, Dagoberto, Pasquino, siete tre per tutti : vi onoro, vi amo e vi aspetto. Ambra

lunedì 5 novembre 2007

Come si guarda la TV ?

Dormendo ?
Dall'alto ?

Di spalle ?





Caro Tintenfish

Come vedi ho imparato a pubblicare sul blog, ma tu non dovrai abbandonarmi, perché sono tante, troppe le cose che non so ancora fare.
Le foto per esempio come riuscirò a stamparle ? E tutto il resto ?
Fortunatamente il mio vecchio alunno Alessio non mi farà mancare il suo aiuto ed io sono lietissima di avere invertito i fattori, ora io sono l'alunna e Alessio l'insegnante, ma.....invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia : AMORE !

Eureka

Finalmente ce l'abbiamo fatta dopo svariati tentativi a scrivere il mio primissimo post

venerdì 2 novembre 2007

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

Credo sia giunto il tempo di conoscere anche "questa".

http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf


Buona lettura.

E i "doveri" ?
http://www.muscardini-cristiana.com/attivita_politiche/index.cfm?fuseaction=dettaglio&ID=8

Rom e Sinti lavorano per Roma

Rom e Sinti lavorano per Roma

Mercatini domenicali, raccolta di materiale ferroso e oggetti ingombranti, una cooperativa che produce abiti secondo l'antica arte sartoriale: crescono le esperienze di collaborazione fra le istituzioni comunali e l'Opera nomadi puntando sulle naturali predisposizioni e le conoscenze secolari tramandate dai capi clan. Rom e Sinti possono rivelarsi per Roma un'importante risorsa finora ignorata.

Hanno viaggiato moltissimo e macinato milioni di chilometri nella loro storia millenaria, elaborato una musica scoppiettante e coinvolgente e fatto spettacoli itineranti. Sono stati gli uomini che portavano le giostre nelle feste di paese, hanno allevato cavalli e costruito splendidi oggetti in rame, oltre ad aver colorato i mercati di mezza Europa con le loro chincaglierie. Ma oggi le comunità Rom e Silti vorrebbero stabilirsi, piantare le tende, possibilmente evitando di continuare ad abitare in campi nomadi più o meno attrezzati.
Sognano infatti una casa fatta di mattoni e un lavoro come si deve, nonostante l'ostracismo e la diffidenza di molti. Partita un millennio orsono dal nord est dell'India, questa stirpe di viaggiatori si è poi spinta fino all'Asia minore, al nord Africa e all'Europa. In Romania, dove la comunità Rom conta 3 milioni di abitanti, ha dato vita a piccoli villaggi ormai leggendari, con costruzioni dalle forme più strane e ben al di là del kitch.
Il mito del loro nomadismo innato è, appunto, solo un mito. In realtà, è stata una condizione indotta da diversi fattori: le loro tradizioni di lavoratori itineranti ne hanno esaltato la capacità di spostarsi senza problemi, facendoli arrivare nelle fiere di tutto il vecchio continente come abili allevatori e mercanti di cavalli, legando il loro nome alle manifestazioni di musica gitana (la più famosa ancora oggi si svolge ogni anno nella Bretagna francese) e agli spettacoli di strada. Come abili artigiani del rame e infaticabili riciclatori di materiali e oggetti di ogni tipo hanno animato i mercati cittadini e con il loro clan si sono spostati ogni volta che le circostanze lo imponevano.
E molto spesso il motivo per cui abbandonavano un luogo per quello successivo era la diffidenza delle comunità locali dove erano approdati, che qualche volta si trasformava in violenza e sgomberi forzati, con il risultato di un'integrazione impossibile anche quando l'avrebbero desiderata.
A Roma, secondo l'ultimo censimento del 2001, si contano circa 6.500 tra Rom e Sinti, almeno quelli che abitano i 25 campi, più o meno attrezzati, dislocati nella parte sud orientale del territorio, specialmente nei municipi V, VII e VIII. La cifra tuttavia dovrebbe essere corretta al rialzo (si parla di 10.000 presenze) se si considerano coloro che vivono in abitazioni o che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, oltre ai numerosi Rom rumeni, entrati in Italia con visti turistici e che poi diventano invisibili, sistemandosi in alloggi di fortuna nei parchi, sotto i cavalcavia, in fabbriche dismesse.
Il Comune ha predisposto un piano triennale per le comunità Rom e Sinti della città, promuovendo una serie di interventi per migliorare le loro condizioni e avviarli a lavoro. L'ultimo deciso in ordine di tempo riguarda la prossima apertura di uno sportello presso il Col di via della Seta dedicato all'orientamento e l'avvio al lavoro dei membri delle comunità Rom e Sinti.
Ma negli ultimi anni sono state numerose le esperienze di collaborazione tra le istituzioni comunali e l'Opera nomadi, presente in città dal 1964. Si è dimostrato che, puntando sulle naturali predisposizioni e le conoscenze secolari tramandate dai capi clan, i Rom e i Sinti possono rivelarsi come una risorsa finora ignorata. Abili commercianti, riciclatori infaticabili e rigattieri di lungo corso, alcuni anni fa l'Opera nomadi ha aiutato le comunità a ottenere una delibera comunale per allestire i due mercatini domenicali di via Collatina nel VII Municipio (recuperando il parcheggio in disuso di fronte all'ipermercato Auchan) e del lungotevere Dante, nell'XI Municipio.
Non solo: a breve, nei Municipi IV, V e VIII sarà replicato il progetto "Rom per Roma", sperimentato con successo, per un anno, nel XII. Con la collaborazione di Comune, Provincia di Roma, Cooperativa Praliphè, Caritas, Legambiente e Centro Ecologico Umano, 8 operai Rom saranno impiegati nella raccolta di materiale ferroso e oggetti ingombranti. Con dei furgoni dell'Ama, e su segnalazione di questa o dei cittadini, ripuliranno i municipi dalle discariche abusive e dei rifiuti ferrosi ingombranti, portandoli nelle isole ecologiche predisposte.
Ma non è finita. Sempre nel segno del recupero delle tradizioni, l'Opera nomadi vuole promuovere la nascita di una cooperativa che produca abiti secondo l'antica arte sartoriale tramandata all'interno delle comunità, mentre due loro realizzazioni hanno sfilato durante l'ultima edizione di "AltaRoma", la manifestazione dell'alta moda cittadina.
Un mondo nascosto e ancora ampiamente inesplorato, quello delle comunità Rom e Sinti, che merita di essere scoperto con disincanto e lasciando da parte i vecchi pregiudizi.
E se è vero che non fanno concessioni sui rituali matrimoniali, colorati e affollatissimi, tramandati da generazioni sempre uguali, le comunità sono state sempre aperte alle contaminazioni linguistiche e musicali.
Alcuni addirittura sostengono che talvolta siano rimasti gli ultimi depositari di canti popolari ormai dimenticati, avendo mescolato termini di tante lingue in una sola - dal sanscrito alle lingue slave fino al napoletano - e possano a ragione definirsi cittadini del mondo.

Pasquale Colizzi

http://www.romalavoro.net/news/grandi_iniziative/12_04_rom.asp

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Dipartimento Politiche per lo Sviluppo Locale,
per la Formazione e per il Lavoro

Il governo precedente

di Redazione - venerdì 02 novembre 2007, 07:00
Prima ha iniziato Veltroni, chiacchierando con «Repubblica»: ha detto che in fondo la colpa è del governo precedente. Poi è intervenuto il ministro dell’Interno Amato, che rispondendo a Fini ha ripetuto che la colpa è del governo precedente. E quindi è stata la volta di Prodi che, intervistato dal «Giornale Radio», ha ribadito che la colpa è del governo precedente.
Quindi adesso abbiamo capito: l’emergenza criminalità è colpa del governo precedente, le favelas di Roma sono colpa del governo precedente (chi è il sindaco? Il governo precedente), lo smantellamento della Bossi-Fini, che stava dando buoni frutti, è colpa del governo precedente, il buonismo delle porte spalancate è colpa del governo precedente, e l’aver rinviato i provvedimenti d’urgenza sulla sicurezza è colpa del governo precedente.
Come avevamo fatto a non arrivarci da soli? Se lo dicono Veltroni, Amato e Prodi in coro dev’essere vero. Ma a noi resta un dubbio: se tutto quello che succede è colpa del governo precedente, a che serve quello attuale? Dopo 18 mesi, queste dichiarazioni da parte dei leader del centrosinistra, sono qualcosa di più di una prova di faccia tosta: sono la autocertificazione della propria inutilità.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=217551

mercoledì 31 ottobre 2007

I blog non verranno tassati

Ddl editoria, retromarcia del governo

Nessuna tassa sui blog: chi opera sul web senza fini di impresa e di lucro, può stare tranquillo. E con loro anche Beppe Grillo che aveva invitato i blogger a trasferire il loro "diari digitali" all'estero.

In sostanza, ha spiegato Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria a conclusione della sua audizione nella Commissione Cultura della Camera dove ha preso avvio il ddl di riordino del settore, l'iscrizione al Roc, il registro presso l'Autorità garante per la comunicazione, riguarderà chi opera su internet con fini d'impresa, escludendo dunque il singolo privato che da solo utilizza la Rete. L'obiettivo, ha ribadito ancora Levi, resta quello di regolamentare il settore editoriale "in modo che non ci siano operatori troppo forti che violano le leggi sulla concorrenza e del pluralismo".

Un principio che non può riguardare solo la stampa scritta o l'emittenza radio televisiva, ma anche il web. "Siamo tutti d'accordo nell'affermare - ha aggiunto il sottosegretario - che il giornale on line deve avere le stesse caratteristiche di responsabilità del giornale di carta". Classificare ed avere un registro degli operatori sul web risponde dunque, ha spiegato Levi, alla necessità di evitare condizionamenti e alterazioni del mercato, "ad esempio attraverso la distribuzione o la raccolta di pubblicità su internet" evitando cosi' posizioni dominanti.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo385874.shtml

Ma il fine ultimo dell' azione, rimane la tassazione, il bollo, registrazione....chiamatelo come volete
Questo sí che é "scopo di lucro", non sanno fare altro.

Cordialmente........nella speranza che i blog rimangano esenti da tasse, almeno per il momento.....
Pippo Caminiti

martedì 30 ottobre 2007

IL SOLE:: ASSE D'ALEMA-ANGELUCCI PER L'UNITA', CDR ANNUNCIA SCIOPERI (Velino)

Roma, 30 ott (Velino) - Freddo Walter Veltroni. Favorevole Massimo D’Alema. La trattativa degli Angelucci per acquisire il quotidiano L’Unità sarebbe guardata con diffidenza dal neo segretario del Partito democratico, mentre ci sarebbe buona disponibilità alla riuscita dell’operazione da parte del ministro degli Esteri. Secondo Il Sole 24Ore, infatti, un dirigente della Quercia vicino a D’Alema avrebbe riferito che “i soldi non hanno colore (gli Angelucci sono già proprietari di Libero e del Riformista, ndr)” e che “il cordone ombelicale dell’Unità con i Ds è stato tagliato nel 2001”. Nessuna preoccupazione per le sorti dell’azienda, quindi. Un altro esponente diessino, riferisce il quotidiano degli industriali, avrebbe poi ragionato: “Angelucci si è presentato con un bel po’ di soldi in mano e l’affare si è chiuso. Certo è bizzarro che l’organo dei Ds, e forse del Pd, vada al proprietario di Libero”. Ora, sebbene Veltroni sembra si sia opposto all’acquisizione l’operazione si sta dunque per chiudere sotto la regia di Guido Rossi. Resta lo scetticismo del Comitato di redazione dello storico quotidiano di sinistra. Oggi, dalle pagine del giornale, i redattori fanno sapere di ritenere “estremamente preoccupante l’ipotesi che una testata assolutamente peculiare come quella dell’Unità sia nelle esclusive mani di un imprenditore – chiunque esso sia”. Quindi il Cdr comunica che “l’assemblea dei redattori ha indetto immediatamente lo stato di agitazione e valuterà la possibilità di richiedere il congelamento degli accordi sottoscritti lo scorso luglio in sede aziendale”. Per la precisione il riferimento è a “un pacchetto di sette giorni di scioperi che verrà calendarizzato se non vi saranno risposte adeguate circa il rispetto di princìpi a garanzia dell’autonomia della redazione e della collocazione del giornale, nonché sui destini della testata”.