sabato 17 novembre 2007

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo settimo)

Non trovammo fiumi, ma vedemmo una scena agghiacciante:
i nostri amici ambientalisti correvano inseguiti da alcuni selvaggi armati di rozze scuri.
Non c'era tempo da perdere, e così, mentre mi lanciavo al loro soccorso, gridai a Corrado e Aldo di nascondersi.
Poi, correndo correndo, cercai di emettere un kiai, un po' per attirare l'attenzione di quei selvaggi, e distrarli, un po' per far sapere ai nostri che c'eravamo.
Un kiai come si deve è una cosa seria, non va fatto di gola, ma richiede una profonda respirazione. Ricordo il maestro che mi diceva che doveva uscire dal "tanden", qualche centimetro sotto l'ombelico, per essere un'esplosione di potenza, e non un gridaccio isterico.
Ma la corsa non aiuta. Ciò nonostante feci del mio meglio, e bastò per ottenere lo scopo.
I selvaggi si fermarono a guardare nella mia direzione, per capire cosa stesse succedendo, dando tempo ai nostri di guadagnare qualche metro.
Avevo gridato ai miei due compagni di nascondersi, perché mi rendevo conto della pericolosità della faccenda, e non volevo coinvolgerli nel rischio, ma essi, pur fermandosi, erano rimasti visibili, e questo, credo, mi fu d'aiuto.
I neolitici forse pensarono che nascosti nel bosco potessero esserci altre persone, che potesse trattarsi di una trappola, visto che un solo uomo correva loro incontro, e decisero di ritirarsi.
Uno solo si attardò su Filippo, uno degli amici di Aldo, che, esausto e senza fiato, era rimasto a terra, incapace di muoversi.
Lo prese per i capelli con una mano e alzò l'altro braccio, dove impugnava la sua rozza ascia fatta di un bastone e di una pietra legata ad esso.
Mentre si accingeva a colpire quel poveraccio, che non faceva nulla per difendersi, gridai ancora, facendogli l'elenco delle sue virtù (figlio di..., str..., e altre amenità) e gli elencai gentilmente tutti i suoi avi eccelsi ("li mortacci tua !").
Lui mi guardò sprezzante, facendomi capire che sapeva benissimo che avrebbe avuto tutto il tempo di uccidere il povero Filippo prima che potessi arrivare, e che si sarebbe compiaciuto di farmi assistere a quell'orribile scena.
Dovevo inventarmi qualcosa.
E allora mi venne in mente la pietra che mi ero messa in tasca, e la tirai fuori, e gliela lanciai.
Ahi ahi, non sono mai stato un lanciatore di pietre. Odio le sassaiole, e una volta che, mio malgrado mi ci ero trovato in mezzo, mi ero limitato a scansare le pietre altrui, guardandomi bene da lanciarne io, perché non avrei potuto sopportare l'idea di colpire qualcuno. Così, l'arte del lancio mi era estranea, anche se ho praticato il lancio del disco, che però è tutt'altra cosa. Così tirai per tirare, giusto per disperazione, ma con una gran rabbia, e fu proprio quella rabbia tanto impotente quanto furibonda, unita ad una immensa dose di fortuna, che mi fece fare un ottimo lancio, che per poco non colpì quel bastardo, che, sorpreso, valutò probabilmente che se avesse colpito Filippo forse non avrebbe avuto la possibilità di sottrarsi alla mia reazione, e preferì lasciarmi la preda, ed allontanarsi velocemente.
Gli gridai qualcosa di cortese ed aggraziato, ma che qui non posso riferire, se no mi censurano il raccontino, e raggiunsi l'amico.
Non gli stetti a chiedere perché non si fosse difeso, so quali effetti può avere il panico. Mi limitai a dargli una mano perché si risollevasse e lo accompagnai verso il bosco.
Gli altri, stranamente, erano scappati da un'altra parte, opposta a quella da qui provenivano i selvaggi, ma non verso il bosco.
Non stetti troppo a chiedermi perché, "saranno pure fatti loro, amen !", pensai.
Arrivati quasi al bosco Corrado e Aldo vennero fuori gioiosi e festanti.
- Presto - la mia voce era bassa ma energica, e non ammetteva repliche - allontaniamoci da qui, perché non sappiamo quelli come la prenderanno e che decideranno di fare. Non siamo attrezzati per un combattimento. -
Aldo evitò di incrociare il mio sguardo. Non era quello il comportamento che si sarebbe aspettato dal "buon selvaggio" che aveva in mente quando era partito.
Così evito di discutere, rimuginando nella sua testa i suoi pensieri.
Il vento si stava rinforzando, il cielo s'era incupito e qualche foglia turbinò nell'aria, mentre il bosco ci accoglieva.

i



LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI



DIZIONARIETTO FINLANDESE

tanto per giocare...

mutta = ma
ei = no

da cui io ho dedotto che
muttei potrebbe significare ma non
però, tengo a dirlo, è solo una mia deduzione, e potrebbe essere sbagliata

hyvää päivää = buon giorno
hyvin = bene
okei = ok (questo non ve lo aspettavate, eh ?)
joo = si
haloo = pronto (al telefono)
kiitos = grazie
aina = sempre
tuo = quello
(quindi... quello è tuo...)
sauna = .... ho avuto difficoltà a tradurre questa parola... la lascerei com'è
kaunis = bello
non confondete
kuka ? = chi ?
con
kukka = fiore
mitä kuuluu ? = come stai ?
terve ! = ciao !
tervetuloa = benvenuto
totta kai = naturalmente
miten menee ? = come ti vanno le cose ?
nyt = ora
baari = bar
ed ora qualche parola da conoscere in certe situazioni
perkele ! = diavolo !
vessa = toilette
en ymmärrä = non capisco

per ora basta, se no' ce fumeno 'e cervella
näkemiin = arrivederci




venerdì 16 novembre 2007

AMORE E PSICHE

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo sesto)

Fummo fortunati a trovare delle more. Mentre le raccoglievamo, e qualcuna ne mangiavamo, Corrado osservò
- Però, devi ammettere che i sapori sono tutt'altra cosa.
I cibi industriali non hanno lo stesso sapore dei cibi di una volta, non ti pare ? -
- Indubbiamente hai ragione. Ma capirai che non è la stessa cosa produrre alta qualità per pochi, o per tantissimi.
Una volta c'erano cibi pregiatissimi, dal sapore favoloso... ma per quanti ?
Il re e la sua corte mangiavano benissimo.... e gli altri ? Morivano.... morivano "veramente" di fame. Non si possono produrre quantità enormi, necessarie per sfamare il popolo, con la stessa qualità colla quale si producevano e si possono produrre cibi per i palati "reali" di chi non ha problemi di spesa.
La disperazione della fame, documentata da tante opere di letteratura, portava la povera gente a mangiare di tutto. Senza arrivare a Charlot, che si cucina una scarpa, la fame nera accecava la gente, fino ad episodi (spero eccezionali) di cannibalismo, e quello che mettevano in bocca, pur di placare quella fame atroce, non erano sempre manicaretti gustosi e saporiti...
Ma gli ambientalisti leggono poco, evidentemente, e hanno dimenticato la fame, o forse non l'hanno dimenticata affatto, visto che sono per il "rientro dolce", e quindi, coerentemente, contro gli OGM, che potrebbero sfamare milioni di affamati, e sono per l'eutanasia, l'aborto, pillole e preservativi, ed ogni cosa che si opponga alla vita....-
- Eh no, qui ti sbagli. Sono contro la pena di morte. -
- Nessuno tocchi caino, per carità. Si tocchi Abele, invece, lo si affami, gli si neghino gli OGM che potrebbero sfamarlo, lo si convinca a togliersi di mezzo quando, raggiunta una certa età consuma risorse senza produrne...-
- Certo, è strano che gli ambientalisti siano per le modifiche genetiche alle piante, ma non contro le modifiche genetiche all'uomo. Tra la pianta e l'uomo, preferiscono la pianta; tra l'animale e l'uomo preferiscono l'animale.... tutto questo mi sembra morboso e patologico -
- Certo, io per esempio, amo gli animali, rispetto le piante, amo la Natura. Fin da piccolo il mio colore è stato il verde, sono contro gli sprechi e contro l'inquinamento. Ma una cosa è un sano sentimento di amore per gli animali, che non può sovrastare l'amore per la specie umana, altra cosa è un fanatismo privo di buon senso, portato all'isteria, con un sottofondo di masochismo e di odio verso l'uomo e la specie umana.
Dietro tutto questo odio per gli OGM, per esempio, c'è l'odio per l'America, ma chi ne fa le spese è il mondo, sono i milioni di affamati, come quegli Africani che vorrebbero sfamarsi ma vengono boicottati da sazi, ultraalimentati burocrati europei che vorrebbero convincerli a lasciar morire i loro popoli di fame.... Gli Africani hanno diritto di chiamare questa odiosa politica europea "ecoimperialismo, ecocolonialismo, ecorazzismo", ovvero imperialismo, colonialismo e razzismo mascherati da politica ecologica -
Aldo arrivò in quel momento. Aveva una faccia scura.
- Non si trova molto cibo in questo bosco, andiamo da qualche altra parte -
- C'è qualche mora. Non sono proteine, ma almeno calmeranno la fame per oggi - e gliene demmo un po' di quelle che avevamo raccolte.
La situazione era precipitata, e mi ero ritrovato in quell'epoca oscura prima di poter studiare come sopravvivere senza il supermercato sotto casa, e il rubinetto d'acqua in cucina.
E senza poter chiamare il 118, o recarmi dal dentista... rabbrividii. Era bene non ammalarsi, perché, rispetto ai trogloditi, avevamo persa anche la medicina delle erbe. Avevo sete, tanta sete, urgeva trovare dell'acqua pulita.
- Cerchiamo un corso d'acqua ! -
Facile a dirlo, ma dove ?
Chiusi gli occhi pensando al tepore della mia stanza da bagno colla vasca piena d'acqua, pronta ad accogliermi e a farmi rilassare, al letto caldo e comodo, con calde e soffici coperte... pensai a tutte le comodità che avevo lasciato, a tutte le possibilità culturali e di divertimento che mi offriva l'epoca che avevo abbandonato.... il frigorifero...
- Il mio regno per un frigorifero ! - urlai per disperazione, - viva l'acqua minerale ! - mentre la sete mi tormentava e mi faceva ardere la gola.
Aldo si volse verso di me, come per replicare, ma non ne trovò la forza.
Nel cielo passò uno stormo di uccelli, volteggiando giocoso, ma neanche quel simpatico spettacolo calmò la mia irritazione, e allontanai con rabbia un ramo che mi ostacolava il passaggio.
In breve fummo alla fine del bosco.

giovedì 15 novembre 2007

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

PER DIVERTIRMI UN PO'
vi mostrerò alcune espressioni latine
con la traduzione (in finlandese):

substantiivit:
agricola - maanviljelijä
columna - pylväs
familia - perhe
gloria - kunnia, maine
historia - historia
incola - asukas
insula - saari
Italia - Italia
natura - luonto
oliva - oliivi
ora - rannikko
pictura - kuva
poeta - runoilija
reliquiae - jäänteet
Roma - Rooma
Sicilia - Sisilia
statua - kuvapatsas
terra - maa, maaperä
uva - viinirypäle
via - tie, katu
vita - elämä

verbit:
esse - olla
amare - rakastaa, harrastaa
educare - kasvattaa
laudare - kiittää
praestare - taata, merkitä
parare - hankkia, tuottaa

adjektiivit (ja adjektiviset sanat):
alia - toinen, muu
amoena - luonnonkaunis
antiqua - muinainen, antiikin
clara - kuuluisa, kirkas
descripta - kuvattu
laboriosa - työteliäs
magna - suuri
multae - monet
Romana - roomalainen, Rooman
una - yksi

partikkelit<<<<. et - ja
etiam - myös, vieläpä
praecipue - erityisesti
ex + abl. - -sta, -stä
in + abl. - -ssa, -ssä, -lla, -llä
prope + acc. - lähellä jtk

ah, se gli italiani amassero il latino come lo amano i finlandesi !
Un bel corso di latino in finlandese !
Se qualcuno è interessato sono a disposizione
(però non conosco ancora il finlandese)

:-)


LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo quinto)

Mi sentii risucchiare in un vortice, sballottato come in una di quelle macchine da Lunapark che tanto fanno divertire i ragazzi, ma dalle quali io scendo sbiancato in volto come uno spettro.
Non fu una sensazione piacevole, anzi.
Oh, se al mio posto ci fosse stato mio figlio, lui sì che si sarebbe divertito. Io invece sentivo lo stomaco sottosopra, e non riuscivo quasi a respirare.
Tutto girava, girava, girava, finché arrivai, credo, ai limiti della realtà.
E vidi l'ambulanza di Pierluigi, che correva come un pazzo a sirene spiegata, domandando dov'erano i feriti. Ma io non avevo la forza di dirgli
"ehi, son chì, son chì"
Poi mi parve di essere transitato per il blog di Elleboro, e mi trovai in una foto di Ambra, a brindare con Gianpaolo e Luca
- Cavolo - pensai - questo vino non sa di niente -
Vidi Beatrice che correva abbaiando per prati verdi coperti di mille fiori...
e pensai
"Non starò mica delirando ? "
- Si, stai delirando, amico. Su, riprenditi -
Vidi la faccia di Tintentisch che cercava di rianimarmi, ma appena riuscii ad aprire gli occhi, mi accorsi che era invece Corrado
- Bentornato tra di noi - mi sorrise
- Ah, meno male che ti rivedo, Corrado. Sai, ho avuto un incubo, pensavo di essere partito per il neolitico, pensa tu ! -
- Ma quale incubo ? Guardati intorno, guarda ! -
Che strano posto era quello, non una casa a vista d'occhio
- Dove siamo ? -
- Da qualche parte nel neolitico -
- Oh, no ! - Chiusi gli occhi e appoggiai la testa sul terreno.
- Pazzo, sono stato pazzo a mettermi in questo guaio nero. E ora che facciamo ? -
- Gli amici di Aldo sono andati in giro ad esplorare la zona. Aldo è andato a raccogliere qualcosa da mangiare e da bere. Io sono rimasto con te, perché ti sei sentito male. Ero preoccupato, avevi una faccia da far paura. -
- Beh, ora sto bene, solo che starei molto meglio se fossi a casa mia, alla mia epoca -
- Però devi ammettere che il paesaggio è incantevole. Selvaggio ma affascinante. -
- Non vedo ristoranti -
- Pessimista, proprio ora sta tornando Aldo con la cena. Direi che ha fatto una raccolta abbondante e fruttuosa -
- Canticchia l'incosciente beato, canticchia -
Lo osservammo arrivare con passo spedito e leggero, tutto orgoglioso della sua preda: frutta, verdura, funghi, e dell'acqua
- Si mangia ! - esclamò trionfante - Altro che prodotti delle multinazionali, imbevuti di coloranti, conservanti, roba chimica e schifezze varie. Guarda che bei funghi che ho trovato, che frutta, che verdura.... e dell'acqua di stagno. Tutta roba vera, genuina, naturale ! -
- Io non berrei di quell'acqua -
- E perché no ? -
- Milioni di persone muoiono ogni anno per bere "l'acqua naturale", piena di larve, robaccia varia, tutta naturale, ma infetta, naturalmente. Almeno bolliamola prima -
- Eh ? - Aldo era stupito della mia osservazione... guardò l'acqua, che, a dir la verità, era alquanto torbida... e cominciò a venirgli qualche dubbio
- Beh, cercheremo un fiume o un ruscello, e troveremo acqua più limpida e pulita. -
- Certo, l'acqua "non naturale", in bottiglia, è sottoposta a una serie di processi che ci garantiscono la sua potabilità. Cosa che non è garantita per l'acqua naturale. "Naturale", intendo, perché la trovi in natura, e non solo perché non ha le bollicine. -
Aldo aveva un'espressione sofferente.
- Quanto ai funghi, - ripresi - io li butterei via immediatamente -
- Ma come, ma perché ? -
- Non sono un esperto di funghi, ma questi mi sembrano proprio del tipo "Amanita phalloides", un fungo colpevole di molti avvelenamenti letali... e quindi non correrei altri rischi. -
- Pazienza, ci sono le mele e la verdura -
- Ah, certo, tutta roba naturale, non come quelle schifezze in scatola che ci propinano nei supermercati, eh ? -
Aldo ebbe un sorriso di sollievo
- Peccato però che si tratti di cicuta. Libero di mangiarla, se vuoi fare la fine di Socrate.
Comunque, la cicuta è tutta naturale, se il tuo problema è questo.
Caro Aldo, ti sei fatto un'equazione
naturale = buono e sano
che non è affatto sempre vera, anzi. Anche il curaro e mille altri veleni sono naturali. Ma uccidono. La Natura non è sempre così buona e protettiva come pensi tu. -
Buttò tutto per terra.
Mi avvicinai e raccolsi una mela. Addentandola dissi
- Per ora combatterò la fame con questa -
Anche Corrado e Aldo raccolsero mele e potemmo mettere qualcosa nello stomaco.
Alla fine, ancora affamato, Aldo si alzò e disse che andava a cercare qualcos'altro.
Appena si fu allontanato, Corrado rise
- Certo che l'hai proprio distrutto. Ma come hai fatto a riconoscere la cicuta ? -
- Ho barato. Non conosco la cicuta, ma volevo che aprisse gli occhi sulla pericolosità dei cibi naturali.
Sai, i cibi prodotti dall'industria alimentare sono sottoposti a controlli, e questo ci garantisce, ragionevolmente, che per lo meno non siano velenosi. -
- Hmm, sarà meglio che cerchiamo qualcosa da mangiare anche noi, perché le mele fanno bene, ma una dieta di sole mele è assai squilibrata. me l'ha detto il mio dietologo. -
- Ti ha detto una cosa giusta. Diamoci da fare -
Ci alzammo e ci dirigemmo nel bosco. La fame guidava i nostri passi.

mercoledì 14 novembre 2007

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

ORRORE, ORRORE, HANNO ADDOMESTICATO IL FUOCO

Il mito di prometeo, qui rielaborato, ci offre interessanti spunti di riflessione.
Guardiamolo, ora, con riferimento alla sua insospettata attualità, e ci accorgeremo come gli Algoran sono tra noi, e magari si premiano tra di loro per la loro accanita lotta contro il progresso e contro tutto ciò che potrebbe servire all'uomo, come la conoscenza (orrore !), come il miglioramento delle condizioni di vita (orrore !), come la capacità di produrre di più (orrore !) e di sfamare più gente (orrore !).
Non a caso proprio ieri c'era a piazza Carità, a Napoli, un gruppo di ambientalisti che faceva firmare per un mondo "libero dagli OGM" ...., ma non dalla fame.
Gli OGM hanno due principali "difetti" che li rendono odiosi al movimento ambientalista:
1. consentono produzioni maggiori di cibo che permetterebbe di combattere la fame nel mondo
(cosa inaccettabile per chi odia l'uomo)
2. vengono identificati come un prodotto principalmente americano
(oh, gli odiati Stati Uniti.... non sia mai !)

In realtà i miglioramenti nutrizionali consentiti dagli OGM sono a disposizione del mondo intero, e se ne avvantaggerebbero molto quei popoli che attualmente soffrono la fame, ma proprio per questo gli "dei" vi si oppongono e vorrebbero, se potessero, punire il prometeo che li ha portati all'uomo, all'odiato uomo, oh scandalo !

Non a caso l'Europa, dominata da una mentalità che ha solo procurato fame e miseria, punisce chi produce troppo (non sia mai.... e non sia mai regalare le eccedenze ai popoli che soffrano la fame... meglio - per gli ambientalisti europei - lasciarli morire).
Quote qua, e quote là, consentono il prolungamento del potere di chi ha già il potere. Non sia mai si arricchisca chi produce di più.... il prometeo che produce meglio e di più va punito !
Questa Europa comunitaria si inquadra dunque perfettamente nel mito di Prometeo, nella parte di chi si oppone a conoscenza e progresso.
E dunque ecco la necessità di dominare la Scienza - che potrebbe portare a più conoscenze e a migliori condizioni di vita per l'uomo (orrore !) - ecco la necessità di trasformare chi pensa liberamente e vuole il progresso, in un rigido politico che non pensi più con la sua testa e si opponga al progresso.
Ecco dunque il global warming, evidenza dell'attualità del mito di Prometeo.
Chi pensasse che l'ambientalismo sia nato oggi come reazione ai danni causati dalle industrie (e pure ce ne sono, come anche il fuoco, oltre al tanto bene, può causare danni anche gravi, lo sappiamo bene) sbaglia fortemente.
Il mito di prometeo è un mito ambientalista, scritto da un ambientalista di migliaia di anni fa, con la stessa mentalità degli ambientalisti di adesso:
ammonire l'uomo a non cercare la conoscenza, a non cercare il progresso, a non cercare di migliorare le proprie condizioni di vita !
Questo era allora, ed è ora, il mito di Prometeo !

Secondo me.

Algoran, il gran sacerdote, calpestò sprezzante gli ultimi residui del fuoco che aveva fatto spegnere.
Mai più ! Non sia mai l'umanità potesse progredire, e loro, la casta che detiene il potere, perderlo !
Alzò gli occhi al cielo, dove nubi vigorose e scure si addensavano minacciosamente.
Sorrise, col sorriso del malvagio che pregusta un crimine da attuare.
Un trambusto lo distolse però dai suoi pensieri; stavano portando colui che aveva imparato a domare il fuoco, a farne uso, e che avrebbe voluto insegnare quest'orribile cosa anche agli altri, Promètean !
Gli uomini si erano coperti il volto con cappucci che lasciano solo una piccola fessura per gli occhi. Non era conveniente che mostrassero il loro volto e le loro espressioni quando si accingevano ad uccidere.
Incappucciati, avrebbero avuto più coraggio e avrebbero potuto infierire senza teme di essere riconosciuti. E la pena doveva essere esemplare, tremenda, orrenda, quanto il peccato: aver voluto portare il progresso tra gli uomini, cibo migliore, calore, luce... orrore, oh, orrore !
Spingevano lo sciagurato e gridavano
- A morte, a morte ! -
E infine si levò un vento forte ed impetuoso, facendo tremare gli alberi e coprendo il cielo di nubi ancora più nere.
E il cielo incominciò a piangere lacrime grosse e copiose, grandi come non mai.
- Colpa dell'uomo ! Colpa dell'uomo ! -
Il corteo di incappucciati cantava quella cantilena agghiacciante:
- Colpa dell'uomo ! Colpa dell'uomo ! -
E al momento del massimo parossismo, mentre le frasi si susseguivano frenetiche e serrate, gli dei dettero il loro fragoroso ed abbagliante consenso; un verdetto di morte annunciato da un bagliore sinistro ed intenso.
Tutto il villaggio tremò.
Il tuono fece gelare i loro cuori, mentre ancora ripetevano
- Colpa dell'uomo ! Colpa dell'uomo ! -
così forte non s'era mai sentito un tuono, e il gran sacerdote, con voce imperiosa, che non ammetteva repliche, esclamò:
- L'han detto gli dei, deve morire ! -
L'uomo fu portato ad un palo, e lì legato brutalmente, straziandogli le carni con corde serrate più strettamente che mai.
Algoran, il gran sacerdote, gli si avvicinò col coltellaccio sacro in mano.
- L'hai ben sentito, l'hai sentito anche tu, gli dei ti hanno condannato, infame traditore, che hai rubato il loro fuoco, turbando l'armonia della Natura, violandone i segreti, deturpandola con l'uso di ciò che è riservato agli dei, e a loro solo ! -
Promètean ebbe la forza, ma, più che la forza, l'orgoglio di alzare la testa, guardarlo in faccia e proclamare con convinzione:
- Il fuoco ha portato calore, ha reso il cibo più buono, ha illuminato l'oscurità, e ci ha difeso dalle belve.
Il fuoco è buono, e tu lo sai, e tutti ormai lo sanno.
Potrai anche uccidermi, ma il fuoco sopravviverà, e per quanti fuochi tu possa spegnere, ne accenderanno sempre altri, perché gli uomini sanno che esso li aiuterà a vivere meglio ! -
- Taci, infame traditore, taci bestia sacrilega, vituperio degli dei ! -
Si voltò indicando il cielo
- Senti la loro ira ? -
Un tuono sembrò confermare le parole del gran sacerdote, che ebbe un sogghigno soddisfatto
- Vedi, vedi ? Essi rivogliono il loro fuoco, che tu gli hai rubato !
Tu hai violentato la sacra Terra, tu hai rubato il fuoco per donarlo agli uomini, pazzo scellerato ! Ma il tuo sacrilegio sarà la tua rovina.
Tu devi morire, e morirai tra i tormenti, Promètean ! -
Il coltello si piantò con inaudita forza e ferocia nelle carni dello sventurato, che urlò di dolore, ma, mentre la vista già gli si cominciava ad offuscare, e tutto diventava più oscuro, più nero, e più gelido, cadde un altro tuono... la pioggia era finita, intensa ma brevissima, e un albero prese fuoco....

...continua...

Promètean ebbe ancora la forza di guardare quell'albero che bruciava, e riuscì a sorridere
- Si, esso mi sopravviverà, né lo fermerà il gran sacerdote Algoran, né lo fermeranno tutti coloro che, come lui, vorrebbero che gli uomini restassero a livello delle bestie, e non si evolvessero.... tutti coloro che sono contro il progresso, e odiano l'uomo, e odiano chi produce, chi lavora, chi si dà da fare per migliorare le condizioni di vita proprie ed altrui...
odiano il genere umano, perché odiano sé stessi, e ne hanno ben donde, perché se guardano nel profondo delle loro ipocrite anime, non hanno che da inorridire.
Ora però lo so, il fuoco continuerà a bruciare, anche se essi tenteranno di spegnerlo, perché se lo spegneranno qui, dove lo hanno spento, si accenderà, o qualcuno lo accenderà, un po' più in là...
Nessuno può fermare il fuoco, e il progresso, per sempre ! -
Il dolore lancinante gli spense il sorriso, e la testa cadde sul petto, priva ormai di vita.
Ma neanche il gran sacerdote Algoran sorrideva...
Il fuoco aveva vinto, mentre lui aveva solo ucciso un uomo, Promètean, ma non aveva potuto congelare il progresso, come sperava.
Capì che non avrebbe potuto facilmente fermare il futuro, e gettò il coltello via, con stizza.
Si guardò intorno... avrebbe potuto ancora dominare quegli uomini ignoranti ?
Avrebbe potuto conservare a lungo il potere ?
Ah, certo avrebbe ucciso chiunque si fosse avvicinato al fuoco, ma in troppi avevano visto.
Il calore dell'incendio riscaldava ed affascinava quegli uomini. Nessuno si avvicinava, ma l'eccitazione era palese.
Uno, più coraggioso, raccolse un ramo che aveva preso fuoco, ed esclamò:
- Questo... questo, è il dono degli dei ! -
Algoran raccolse il coltello, ed ordinò
- Portatemi quell'uomo, subito. Che egli sia ucciso come Promètean ! -
Ma nessuno si mosse.

...continua...

Algoran guardò gli uomini, immobili, mentre gocce di sudore freddo incominciavano a scendere dalla sua fronte
- Sono io - riprese con foga, per mantenere l'autorità con l'imperiosità della voce, che però non era decisa e sicura come sempre - sono io, il nobile Algoran, che ve lo comanda. Portatemi quell'uomo. Dobbiamo sacrificarlo per placare l'ira degli dei ! -
Ma un guerriero forte e deciso, che si chiamava Swatean, gli puntò la lancia contro
- Gli dei ci hanno regalato il fuoco, e tutti l'abbiamo visto.
Tu non potrai fermarci, questa volta.
Ti sfido, Algoran. Se le mie parole sono ad essi sgradite, mi inceneriscano in questo stesso momento.
Ma, se gli dei mi saranno favorevoli, sarai tu, Algoran, a dovertene andare ! -
Il gran sacerdote lo guardò, fremente di rabbia. Se avesse potuto lo avrebbe incenerito lui stesso, ma il temporale, intenso ma brevissimo, era passato, e nessun tuono gli veniva in aiuto.
Allora gridò, più minaccioso che mai:
- Come osi tu opporti alla volontà degli dei ? Fuggi, fuggi, prima che essi ti inceneriscano, fuggi.
Io li invoco, ma se tu fuggirai, essi saranno clementi.
Se invece rimarrai, e prolungherai l'insolenza e la sfida sacrilega, essi ti avvolgeranno nello stesso fuoco che tu vorresti rubare loro. -
Ma, per quanto cercasse di dare credibilità ed autorità alle sue minacce, Swatean, il fiero guerriero, sicuro delle proprie idee, non si mosse di un millimetro, ed anzi sorrise sornione, adocchiando il cielo, dove ormai si stavano aprendo le nuvole, ed un raggio di sole si stava infilando in quello spiraglio, creando un suggestivo effetto di compiacimento divino.
- Guarda, Algoran, come ti parlano, come parlano a me, e a tutti gli altri uomini del villaggio !
Guarda come mostrano chiaramente il loro gradimento per le mie parole !
Guarda, hanno mandato un raggio di luce per suggellare un patto divino col l'uomo, e son certo che d'ora in poi manderanno tanti altri doni agli uomini, che permetteranno a noi di vivere una vita migliore, a dispetto di quelli che, come te, vorrebbero che vivessimo come trogloditi nelle caverne !
Sappilo, dunque, che il fuoco d'ora in avanti rimarrà con noi ! -
La punta della lancia premette sulla carne del gran sacerdote
- Sei tu, dunque - continuò Swatean, il guerriero - che te ne devi andare, addio ! -
Algoran ebbe un gesto di stizza, si guardò intorno, cercando consensi, ma trovò solo sguardi duri, impietosi, ed allora raccolse le sue cose e si allontanò rabbiosamente, accompagnato da un fascio di raggi di sole sempre più ampio.
Mentre si allontanava, il bel tempo vinceva la sua battaglia colla tempesta, e la luce metteva in fuga le tenebre.
Il fuoco, e con lui il progresso, aveva vinto.

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo quarto)

Rinunciai a farlo ragionare, mi sembrava fatica ardua e probabilmente inutile.
Visto che stavamo andando nel neolitico, l'esperienza diretta gli avrebbe, speravo, aperto gli occhi.
Arrivarono i suoi amici, un gruppo di ecologisti vocianti ed entusiasti, che si avviarono verso il buio di un'epoca incerta e insidiosa coll'animo di chi va a fare una scampagnata fuori porta.
Tralascio le presentazioni, e capirete presto perché. In un'atmosfera festosa ed impaziente stavamo per salpare verso l'ignoto.
- In che anno andiamo ? -
- Zio Massimo non ha potuto perfezionare questa navicella, che è ancora un prototipo, quindi non lo sappiamo esattamente... a spanne dovremmo essere prima della scoperta dell'agricoltura -
- Ti dà tanto fastidio l'agricoltura ? -
- Certo, agricoltura e allevamento sono attività inventate dall'uomo, innaturali ed odiose, che portano a pericolosi squilibri nel mondo della Natura.
Noi vogliamo recuperare il vero rapporto con essa, vogliamo che l'animale-uomo si inserisca, allo stesso livello, senza favoritismi, in armonia con le altre specie animali, che ne rispetti l'ambiente e la libertà, e non se ne faccia cibo. Siamo strettamente vegetariani ! Basta con la violenza sugli animali ! -
- Mio dio, fammi capire: niente industrie... -
- Mai e poi mai -
- ... niente agricoltura... -
- Alla larga ! -
- ...niente allevamento...-
- Deve finire l'oppressione dell'uomo sull'animale ! -
- ... niente caccia e pesca...-
- Assolutamente, mica vorrai uccidere dei poveri, innocenti animali, assassino ! -
- Ma Gesù ha moltiplicato i pesci, quindi...-
- Vallo a dire ai cattolici, non mi riguarda. I pesci sono esseri umani come tutti gli altri... -
- Umani ? -
- Volevo dire, pensanti, intelligenti, sensibili. Sei un mostro a volerne la morte ! -
- Ma guarda che da che mondo è mondo il pesce grande mangia il piccolo ! -
- Se anche fosse, lo fanno per fame, è naturale, non come l'uomo, che usa ami, reti e altre diavolerie. Hai mai visto un pescecane usare la lenza, o una rete ? -
- Effettivamente, mai... -
- Lo vedi ? L'uomo è malvagio e crudele, ed usa mezzi subdoli e iniqui. Questa strage deve finire. -
- Quindi niente caccia e niente pesca, eh ? -
- Niente ! -
- Vivremo solo di raccolta di quello che troviamo -
- Esattamente -
- Ma ti rendi conto che così l'intera Terra non basterà ad ospitare, credo, duecentomila esseri umani ? Te lo immagini se tutta la civiltà si fermasse, e la gente uscisse di casa a raccogliere, solo raccogliere, quello che c'è, colle sole mani, semza poter usare nessun arnese, nessuno strumento -
- Forse che gli altri animali usano strumenti ? Sarebbe una situazione di equa parità. Proprio quella che dobbiamno sperare e volere -
- Ah, stiamo messi bene... -
Scossi la testa.... per quel giorno ne avevo sentite abbastanza, anzi fin troppe, così cambiai argomento
- E il ritorno ? Siamo sicuri di tornare sani e salvi ? -
- Quale ritorno ? Credo che zio Massimo abbia pensato anche a questo, ma noi andiamo per restare. -
Restare ? Io no, non ci tenevo proprio, e stavo per dirlo, a costo di scendere da quel trabbiccolo prototipale, e rinunziare a difendere l'indifendibile cugino, che si avviava incoscientemente verso un sogno avulso da ogni realtà, ma il pilota, uno degli amici di Aldo, aveva acceso i motori, e una forza immensa mi schiacciò, impedendomi di parlare.
Ebbi solo il tempo di capire che ormai ero in ballo, volente o nolente, prima che tanti puntini neri offuscassero la mia vista, sempre più grandi,
finché fu tutto nero.

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


ANCORA DALLA FINLANDIA

Quid - Cosa
(1) - ha detto
Tarja Halonen - Tarja Halonen
dixerit - (1)

Praesidens Finniae - Il presidente della Finlandia
Tarja Halonen - Tarja Halonen
(2) - ha detto
(3) - di essere grandemente addolorato
ob caedem - per la strage
in Jokela factam - di Jokela
se valde dolere - (3)
dixit.- (2)
(4) - "siamo impressionati
"Nuntio horribili", - dall'orribile notizia"
inquit, " - ha detto
affecti sumus, - (4)
quam ob rem - "per cui
(5) - voglio consolare
maestitiam - la tristezza
omnium eorum, - di tutti quelli
qui nunc - che ora
(6) - piangono
propinquos suos mortuos - i loro parenti morti
lugent, - (6)
consolari volo. - (5)
Eadem - Nello stesso tempo
ego - (io)
(7) - ho compassione dei
homines vulneratos - feriti
miseror - (7)
et - e
(8) - penso
de iis - a quelli
cogito, - (8)
quorum - i cui
animi - animi
(9) - sono scolvolti
hac tragoedia - da questa tragedia
commoti sunt." - (9)"

Quid Tarja Halonen dixerit
Praesidens Finniae Tarja Halonen ob caedem in Jokela factam se valde dolere dixit.
"Nuntio horribili", inquit, "affecti sumus, quam ob rem maestitiam omnium eorum, qui nunc propinquos suos mortuos lugent, consolari volo. Eadem ego homines vulneratos miseror et de iis cogito, quorum animi hac tragoedia commoti sunt."

(Reijo Pitkäranta)


LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


CONSIGLI UTILI PER IL LATINO
Se vuoi farle trarre il massimo profitto da questo thread, consigliale di non limitarsi a capire il brano, ma di leggerlo, quando l'avrà capito, velocemente in latino (è fatto apposta in grassetto per permettere questo tipo di esercizio) in modo da capire il testo senza avere il tempo di tradurlo in italiano.
E' fondamentale capirlo direttamente in latino, senza passare per l'italiano.
Deve poter arrivare a capire e pensare direttamente in latino.
Del resto, quando leggiamo un brano italiano, non lo traduciamo in un'altra lingua. lo capiamo e basta.
E così deve essere anche per un brano in latino, deve essere capito e basta, direttamente in latino, senza passare per l'italiano.
E' importante.

martedì 13 novembre 2007

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


LATINO - LINGUA MORTA ?

A proposito di lingue (ritenute) morte, ecco qui una notizia, assai brutta, letta su un sito finlandese:

Strages magna Jokelaensis

Die Mercurii in sede scholari Jokelaensi, quae in paroechia Tuusula est, strages miserabilis facta est, cum octo homines, scilicet quinque pueri, una puella duaeque feminae adultae, vitam amiserunt.


dal sito:
http://www.yleradio1.fi/nuntii/

TRADUZIONE

Strages - Strage
magna - grande
Jokelaensis - di Jokela (lett. ha usato l'aggettivo)

Die Mercurii - Mercoledi
in sede scholari - nella scuola
Jokelaensi, - (di) Jokela (aggettivo)
quae - che
(1) - si trova
in paroechia - nella diocesi (di)
Tuusula - Tuusula (è a due passi da Helsinki)
est, - (1)
(2) - è stata compiuta
strages - (una) strage
miserabilis - miseranda
facta est, - (2)
cum octo homines, - quando otto persone
scilicet - cioè
quinque pueri, - cinque ragazzi
una puella - una ragazza
(3) - e
duae- - due
-que - (3)
feminae adultae, - donne adulte
vitam - (4)
amiserunt. - hanno perso
(4) - la vita.

Occisi sunt = Sono stati uccisi
ab adulescente = da un giovane
duodeviginti annorum, = di 18 anni
("duo = due", "de=mancanti a", "viginti=venti")
qui, = che
postquam = dopo che
(5) = aveva incominciato
in schola sua = nella sua scuola
ex improviso = all'improvviso
furere = a uscire pazzo
coepit, = (5)
eos = li
(6) = aveva colpiti
glandibus = con i proiettili
pistolii = di una pistola
(da "pistolium, -ii n.")
percussit. = (6)
Quo facto = Fatto ciò
sclopetator = lo sparatore
(da "scloppus -i m.")
eodem = con la stessa
ferro = arma
usus = (che aveva) usata
(7) = ha tentato
se ipsum = (8)
interficere = (di) uccidere
(8) = sé stesso
conatus est =(7)
et vix = e a stento
(9) = è stato trasportato
vivus = vivo
in nosocomium = all'ospedale
deportatus, = (9)
ubi postea = dove poi
animam efflavit. = è morto.

Illo tumultu = In quella sparatoria
(10) = sono state ferite
etiam = anche
circiter decem = una decina di (lett. circa dieci)
cives = persone (lett. cittadini)
sauciati sunt, = (10)
sed = ma
(11) = le loro
vulnera = ferite
eorum = (11)
tam (b) levia (c) erant (a), = erano (a) tanto (b) lievi (c)
ut = che
illi = essi
iam = già
eodem die = lo stesso giorno
vesperi = la sera
domum (a) reverti (b) possent (c). = hanno potuto (c) tornare (b) a casa (a).

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo terzo)

Eccomi pronto ad un'avventura pericolosa. Tirai un sospiro di rassegnazione. Cosa avrebbero detto gli altri, i miei alunni, mia moglie, la mia famiglia... ah, se avessero saputo !
Almeno sarebbe rimasto Corrado ad avvisarli, lui, l'unico che sapeva dove mi ero ficcato.
- Eccomi ! - disse Corrado, interrompendo i miei pensieri.
- Che ci fai qui ? -
- Vengo anch'io, non vi lascio soli -
- E chi avviserà gli altri ? -
- Tranquillo, ho telefonato ad Ambrarosa e a Luciano. Li avviseranno loro. -
Beh, pensai, almeno sul Legno qualcuno l'avrebbe saputo.
Incominciai a sudare, non so perché, ma la macchina non partiva, stavamo sempre lì.
- Qualcosa non va ? -
- Ti piacerebbe, eh ? No, no, sto solo aspettando gli altri - rispose Aldo
- Gli altri, chi ? -
- Dei miei amici filoneolitici -
- Filoneolitici ! - fischiai - Certo, è un piacere aver compagni al duolo, e alla vita corta e dura ! -
- Staremo benissimo, faremo una full immersion nella Natura, vivremo nel respiro amorevole di Gaia, la nostra dea ! -
- La vostra dea, eh ? ....pensavo tu fossi ateo -
- Infatti, ma Gaia è viva, pensa, agisce.... e a dire la verità, per colpa di voi amanti diabolici del progresso, inquinatori folli amici dell'America... orrore... per colpa vostra la nostra amata Gaia soffre, e se non riporteremo il mondo al neolitico preagricolo, essa morrà, uccisa dall'anidride carbonica, dagli inquinamenti, dalle industrie, dall'agricoltura, dalle esalazioni mortali delle mucche, sommersa dalle acque dei ghiacciai sciolti per colpa vostra... oh quali immensi danni le state facendo, voi che vi ostinate ad usare l'auto, e... orrore... l'aereo ! -
Qui ebbe un'espressione di forte disgusto, quasi di disperazione.
- Che t'ha fatto di male, l'aereo ? -
Mi dette un'occhiataccia, come se avessi osato mettere in dubbio una cosa tanto ovvia, banale ed assodata... che l'aereo fosse l'espressione più alta dei mali del mondo.
Mi venne da ridere
- Sei ridicolo, l'aereo è il simbolo del progresso, e se ci pensi un po', e ti fai due conti, vedi che un viaggio in aereo inquina meno dei viaggi in auto che dovrebbero fare i passeggeri, se non potessero usare l'aereo. -
- Ma quale auto ! A piedi, dovete andare, a piedi. O al massimo in bicicletta.
Fatti due conti con l'impronta ecologica, e vedi se non è così. L'unico modo per avere una impronta veramente ecologica è rinunciare ad auto ed aereo, caro il mio cuginastro. -
( vedi: http://www.footprintnetwork.org/gfn_sub.php?content=footprint_overview )
- Cioè ? La puoi spiegare in due parole ? -
- Nel sito citato c'è la possibilità di misurare la tua impronta ecologica.
E' un questionario e se lo riempi, vedrai che se ci metti l'auto o l'aereo, col, cavolo che puoi avere un valore accettabile. -
- Quindi ? -
- L'impronta ecologica è uno strumento che ti permette di misurare di quanta terra e acqua ha bisogno una popolazione per produrre le risorse che consuma.
Per vivere, consumiamo ciò che ci offre la Natura, ed ogni nostra azione ha un suo impatto sugli ecosistemi dei pianeta.
Questo non sarebbe un problema se gli uomini non abusassero delle risorse della Terra, e non eccedessero nei consumi, oltre ciò che la Terra stessa possa rinnovare.
Al giorno d'oggi, l'umanità consuma il 23 % più di quanto il pianeta possa rigenerare. In altre parole, visto che fai questa espressione scettica, da quell'ignorante e incosciente che sei, ci vorranno 14 mesi per rigenerare quello che consumiamo in un anno. Se continuiamo così, sarà inevitabile esaurire le risorse del pianeta !
Quindi, niente auto, niente aereo, andate a piedi. A piedi ! -
Guardai sconsolato le mie scarpe, prima di rispondergli.
- La ricchezza di un Paese si misura dalla velocità di circolazione della moneta, lo sai ?
Eliminando auto ed aereo, e costringendo la gente ad andare a piedi... -
- O in bicicletta -
- ... si, o in bicicletta, causerete una profonda, irrimediabile depressione economica. Morirà tanta gente -
- Questo non sarebbe un male, siamo troppi su questo mondo. Rientro dolce, rientro dolce ! Dobbiamo diventare due miliardi. Andate a piedi, o consumeremo irrimediabilmente e per sempre tutte le risorse della Terra !
Andate a piedi ! -

lunedì 12 novembre 2007

DEDICA

Io vivo velocemente : è una mia caratteristica.
Per cui dedico agli italiani dei versi di Pablo Neruda.
Morire lentamente.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in sè stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI


L'ORIGINE DEGLI ETRUSCHI (ricerca)

De origine Etruscorum - Sull'origine degli etruschi

Iam - già
scriptores - gli scrittori (ma qui forse meglio "gli autori")
antiqui - antichi
(1) - ritenevano (che)
originem Etruscorum - l'origine degli etruschi
(2) - fosse da collocarsi
in Asia Minore - in Asia Minore
collocandam esse - (2)
censebant. (1)

Nuper - recentemente
(3) - sono
(4) - stati trovati
nova indicia - nuovi indizi
reperta - (4)
sunt, - (3)
quae - che
(5) - sembrano
(6) - confermare
(7) - la loro
opinionem - opinione
eorum - (7)
confirmare - (6)
videntur. - (5)

Investigatores - (8)
enim - infatti
(8) - i ricercatori
Italici, - italiani
Antonio Torroni - Antonio Torroni
ex universitate Papiensi - dell'università di Pavia (lett. "dalla")
et Alberto Piazza - e Alberto Piazza
ex universitate Taurinensi, - dell'università di Torino
(9) - hanno fatto l'esame
(10) - del DNA (lett. riguardo alla costituzione dei geni)
aliquot homines - (di) alcuni uomini (che)
(11) vivevano (lett. abitanti)
in Tuscia - in Etruria
habitantes - (11)
de constitutione genorum - (10)
inspexerunt. (9)

Tum - Allora per la prima volta
invenerunt -hanno trovato
vestigia, - indizi (tracce, segni)
quibus - attraverso i quali
populus Tuscus - il popolo etrusco
(12) - può
(13) - essere collegato
cum gentibus - con le genti
Asiae Minoris - dell'Asia Minore
coniungi - (13)
potest. - (12)


De origine Etruscorum

Iam scriptores antiqui originem Etruscorum in Asia Minore collocandam esse censebant.

Nuper nova indicia reperta sunt, quae opinionem eorum confirmare videntur.

Investigatores enim Italici, Antonio Torroni ex universitate Papiensi et Alberto Piazza ex universitate Taurinensi, aliquot homines in Tuscia habitantes de constitutione genorum inspexerunt.

Tum invenerunt vestigia, quibus populus Tuscus cum gentibus Asiae Minoris coniungi potest.

(Jokke Häsä)

ps
strano che non ci sia nessun toscano tra gli autori di questa ricerca





]

LAVOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(capitolo secondo)

Trovai Aldo assai eccitato, che andava di qua e di là, preparando bagagli e valigie, canticchiando "colline verdi" di Marcella Bella, tutto sudato, ogni tanto guardandomi con un'aria da furbetto.
Alla fine sbottai
- Ma che ti è preso ? - e qui feci la domanda intelligente - ...parti ? -
Mi guardò indispettito
- No, sto preparando le valigie per passare un mese di vacanza in casa -
- Ok, ok, sono stato banale, ma tu mi incuriosisci. Dove vai ? -
- Vado, anzi "torno" nel neolitico ! -
E, prima che potessi ribattere, continuò trionfante
- Aria pura, cibo sano e nutriente, acqua naturale, senza potassio aggiunto, notti a guardar le stelle, passeggiate nella Natura incontaminata, vita allegra, felice, senza problemi, senza l'ansia e lo stress di questo mondo sovrappopolato e frenetico, vittima del consumismo, avvelenato dall'anidride carbonica, condannato dai cambiamenti climatici, temperature orrende, mari che ti entrano in casa senza permesso, e ti inseguono su per le baite alpine, senza darti tregua, cicloni, tsunami, terremoti, allagamenti.... tutta roba sconosciuta agli uomini del neolitico, che vivevano la purezza del contatto colla Natura, l'amicizia degli altri animali, l'armonia della foresta e delle praterie non contaminate dall'uomo, dalla sua avidità, dalla sua crudeltà... -
E qui mi dette un'occhiata da commissario che fa il terzo grado al testimone reticente
- Lo sai quanti siamo su questa Terra ? Miliardi, miliardi... oh, ma abbiamo un grande progetto, si chiama "Rientro dolce", e ci riporteremo dolcemente a massimo due miliardi !
(vedi: http://www.rientrodolce.org/ )
Aborti, eutanasia, e via dicendo, faremo abortire anche quelli il cui oroscopo sia sfavorevole, così non ci saranno più sfigati su questa Terra ! -
Lo guardai sbigottito. Sapevo che s'era fatto recentemente una indigestione di frescacce e ambientalate, ma non mi aspettavo che ne fosse così impregnato.
Detti un'occhiata fuori dalla finestra a quel mondo che lui voleva abbandonare, niente più sinfonie, niente film, niente auto, navi, aerei o ristoranti, niente librerie, ospedali, centri commerciali... niente di ciò che, nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene, ha fatto l'uomo per poter vivere una vita più sana, più comoda, più confortevole, più lunga, più sicura...
Avevo detto che l'avrei accompagnato, e l'avrei fatto, ma avrei saputo sopportare la mancanza della mia rivista di sudoku, ogni venerdi ?
La mia dieta mi aveva costretto già a girare al largo dalle pasticcerie, ma come avrei potuto sopportare tutte le altre privazioni ? Addio computer sorgenti da internet, e dai costi elevati, siti ineguali noti a chi ha navigato tra voi, e impressi nel suo hard disk non meno che l'aspetto dei suoi familiari (ma in un'altra cartella), file de' quali si distingue l'estensione come il suono delle voci domestiche, foto sparse e di mille colori per cartelle e sottocartelle. come branchi di pecore pascenti, addio ! Quanto è tristo il passo di chi, avendo navigato tra voi, se ne allontana !
Ma non c'era tempo da perdere, Aldo s'era già infilato nella cabina, e mi ci infilai anch'io, prendendo posto accanto a lui.
Ebbi un tuffo al cuore, il neolitico ci aspettava !
(continua cap. terzo)

domenica 11 novembre 2007


PERCHE' NON DIVENTO ITALIANO.
Io sono un alieno. Vivo in Italia da quando sono nato. A 18 anni ho scelto di restare straniero : erano gli anni di piombo ed io avevo amici sia nell’estrema sinistra sia nell’estrema destra e non volevo avere problemi con la polizia. A 50 anni ho sentito il desiderio di diventare italiano. Mi ero stancato di avere addosso l’etichetta di alieno e mia moglie mi spingeva perché il centro-destra avrebbe ottenuto un voto in più.
Poi ho cambiato idea.
Il mio problema è simile a quello che cantava Giorgio Gaber in una delle sue ultime interpretazioni : “Io non mi sento italiano ma per fortuna purtroppo lo sono…” Nel mio caso sarebbe : “Io non mi sento straniero ma per fortuna purtroppo lo sono..”
Io sono figlio della seconda guerra mondiale, ho visto la rinascita di questo paese soffrendo la famiglia patriarcale e le occlusioni mentali ma notando una certa libertà del cittadino per spirito di iniziativa ed opportunità nella vita. Se si sfoglia un libro di storia un italiano non può che essere orgoglioso di ciò che i suoi avi hanno fatto nel passato ma se si guarda dagli anni ’80 in poi all’italiano non resta che piangere. Tutti i capisaldi di questa società in crollo verticale. Addio tradizioni e cultura. Strutture inadeguate, servizi inadeguati. Domina la presunzione di colpevolezza nei riguardi del cittadino. Consuma troppo, mangia troppo, spende troppo, inquina troppo, sporca troppo….ma è lo stato/governo che si deve adeguare alla realtà in base alle esigenze ed alle richieste del cittadino e non viceversa. Lo stato è il leader degli sprechi e vuol fare la morale al popolo. Questo è un paese in fila. Si fa la fila in banca, dal medico, negli uffici statali, sulla strada. Qui si spreca il tempo a tal punto che uno deve prendere le ferie se gli occorre una serie di documenti. Qui vivono i figli senza sberle, i figli che hanno educato (male) i genitori ed i genitori che hanno ricambiato (male) l’educazione. Qui è scomparsa la cultura della gavetta, si è diffusa quella del lavoro facile, è scomparsa la cultura del sacrificio in funzione di obiettivi futuri e si è diffusa la cultura del voglio tutto e subito. E’ sparita la cultura dell’attenzione, diffusa quella della noncuranza. Sparita la cultura della reazione, diffusa quella della commiserazione. Scomparsa la cultura delle dinamiche mentali, diffusa quella della pigrizia mentale. Spariti i modelli di riferimento, rimasti solo quelli televisivi. Scomparsa la trasmissione dei valori, dei principi. Qui si sventola la bandiera rossa con la falce e il martello mentre nel mondo è stata abolita tranne a Cuba. Qui non si sente l’appartenenza alla Patria (salvo rari casi), si sente l’appartenenza ad un rione, ad un quartiere, ad una squadra, al massimo ad una città. Qui regna la cultura dello sbattecazz che è più insolente del classico menefreghismo perché è un modo per fare le cose senza il minimo accenno di riflessione e senza la minima preoccupazione di poter arrecare disturbo agli altri se non addirittura pericolo. Qui le consuetudini hanno sostituito le regole. Un italiano su 4 non sa che la Terra gira intorno al Sole e pare che ci siano ben 21 milioni di ignoranti residenti. Ci si preoccupa tanto e a gran voce dei diritti ma silenzio assoluto sui doveri, guai a nominarli. Ci si preoccupa tanto degli zingari, dei pervertiti, degli assassini, degli stupratori, degli extra-comunitari, degli ex-brigatisti, ma degli altri cittadini no, calci in culo e via andare tanto sono tutti evasori fiscali!! Questo è il paese del trionfo dei luoghi comuni, dell’ipocrisia, della retorica, della dementocrazia, dell’effimero, della consapevolezza del torto, del contrario di ciò che si dovrebbe fare, della demagogia, degli ingenui, dei ciarlatani, dei maghi, e la tv ne è il portabandiera diffondendo i vari virus nelle case, nelle famiglie. Qui si fanno i colpi di stato democratici, senza disordini, senza spargimenti di sangue. Qui un vandalo diventa un martire della libertà. La qualità di un rapporto la si misura attraverso gli oggetti posseduti o regalati. Inciuci, clientelismo, furti, truffe, raccomandazioni, ci possono essere ovunque ma l’Italia riesce a sviluppare questi generi con più fantasia. Qui il clan è diventato un partito. Qui i punti di vista sono diventati opinioni. Qui si uccide la cultura, la democrazia, l’onestà, la verità, la giustizia, l’iniziativa privata e perfino la storia. Si raccontano favole sui partigiani (che Longanesi chiamava ladri di polli) e ci si dimentica in fretta che l’Italia è stata liberata grazie agli americani. Io ho rischiato di non nascere perché i partigiani sono rimasti indecisi se uccidere o meno mia madre. Qui la coscienza ha traslocato altrove. Quante volte siamo prigionieri degli impiegati statali che sbuffano subito appena ci vedono aggrappati ai loro sportelli?
Esistono delle società che si adeguano alla realtà e che fanno le strutture in base alla tendenza del mondo che ci circonda. Un esempio. A Barcellona e dintorni ci sono 250.000 parcheggi, in Italia 285.000!!!! Qui si và in controtendenza e si investono milioni di euro per le piste ciclabili quando ci passano 12 biciclette al giorno!!! Bisognerebbe chiedersi come mai gli altri paesi hanno un’immagine degli italiani (eteropercezione) stereotipata finchè si vuole ma negativa e ironica; ciò avviene anche per colpa degli italiani che non hanno sviluppato un’immagine di sé stessi (autopercezione) sufficiente per correggere quella che danno di loro nel mondo.
L’Italia è forse l’unico paese al mondo dove gli sconti di pena sono simili a quelli dell’abbigliamento : possono arrivare fino all’80%!!!
Io sono un consulente tecnico di parte in un processo dove un politico con una macchinona ha ucciso 5 ragazzi dentro ad una macchinina. Al politico non hanno fatto l’esame del sangue (aveva bevuto almeno 2 cuba-libre) mentre al ragazzo guidatore sì, trovandogli però solo della gazzosa nel sangue. Ovviamente tutti i testimoni (di notte cosa hanno visto?) hanno raccontato che la colpa è del ragazzo. Ci mancherebbe altro. Bisogna salvaguardare i vivi, i morti (che non possono difendersi) non possono più votare e pagare le tasse…per cui…al diavolo!! Dopo 3 anni di duro lavoro (lo faccio gratis per un senso di giustizia) sono riuscito a ricostruire l’incidente in modo dettagliato e preciso tanto da riuscire, solo di recente, a condurre il processo (altri periti, avvocati e il giudice) verso una direzione opposta rispetto all’inizio e cioè di colpevolezza del politico. Cosa è successo? Hanno sostituito il giudice. E si ricomincia daccapo!
Ovviamente vi ho segnalato le cose che mi hanno fatto propendere per la scelta negativa. Tutte le altre che non ho citato sarebbero quelle che mi avrebbero fatto scegliere diversamente.
Qualcuno di voi, giustamente, mi dirà….ma perché non te ne vai? Chi o cosa ti obbliga a restare qui, se non ti piace vattene altrove e non rompere……..
Ma vi risponderei come potrebbe fare un cittadino di Beirut, dell’Ulster, del Bronx, di Cuernavaca, di Haiti, di Bagdad, di Gerusalemme eccetera.
Qui ho le mie radici, qui ci sono i miei sentimenti, qui ho costruito il mio mondo. Sarà un alibi del cavolo ma non riesco a rinunciarvi.
Non sono un pusillanime, dovevo decidere anni fa quando avevo più coraggio e stimoli eppoi ho una grande idiosincrasia per le lingue e la cosa ha giocato a mio sfavore.
Henry Miller scrisse :
“ La nostra destinazione non è una località ma piuttosto un modo di vedere le cose”.
Grazie per l’attenzione.

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

RITORNO AL NEOLITICO

(cap. primo)

- "Ritorno al neolitico !" -
- Così ha detto ? -
- Si -
- Nooo ! -
- Ma sì, ha detto così, che vuole tornare al neolitico, quello di prima dell'agricoltura, perché l'agricoltura, dice lui, toglie terra alle foreste, e sarebbe quindi un cancro, un male voluto dall'uomo, che ucciderebbe Gea, la Terra. -
- E quindi niente agricoltura ? -
- Niente, secondo lui -
- E' proprio impazzito, ma per fortuna non può tornarci -
- A parte che questo è proprio il programma di certi ambientalisti, riportarci al neolitico preagricolo, per non consumare le risorse del pianeta.... un ritorno alla vita preistorica, naturale, e, secondo loro, più sana... -
- Ma se la vita media era di 15 anni ! Vedi ora come si è allungata la vita.... come fanno a dire certe menzogne ? -
- E' che vivono nei fumetti. Si sono imbevuti di cartoni animati, e invece di trarci un sano divertimento di un'ora, ne hanno fatto una filosofia di vita. Così i cattivi sono quelli che vogliono costruire centri commerciali.... i pescecani sono buoni, e gli eroi migliori sono quasi tutti topi... alla faccia delle ditte di derattizzazione.
Gli uomini invece sono cattivi, inquinano il pianeta, fanno scomparire le specie animali... -
- Già, chi ha fatto scomparire i brontosauri, le tigri dai denti a sciabola, i mammuth, gli pterodattili e tante altre specie, Bush e le sue industrie ? -
- La Terra si starebbe riscaldando per colpa dell'uomo... -
- Anche Marte, Giove e via dicendo... ma quali industrie americane starebbero inquinando gli altri pianeti ? -
- E lo dici a me ? Sfondi una porta aperta. Ma Aldo ne è convinto. Del resto hanno dato il premio Nobel ad al gore... e tutti gli scienzioti di regime, forse per bussare a soldi e finanziamenti, sostengono questa tesi, che per me è una bufala colossale....e sai com'è influenzabile Aldo, basta dirgli che "l'hanno detto gli scienziati", e lui, poveretto, che ha tante altre cose da fare e non può approfondire, studiare, capire, ci crede, si impressiona, si fa coinvolgere.... del resto lo conosci, no ? E' fatto così -
- Lo so com'è fatto, ma io che posso farci ? non riuscirei mai a convincerlo del contrario. -
- Ma è pur sempre tuo cugino, non vorrai che si faccia uccidere da qualche troglodita nell'illusione di incontrare il buon selvaggio ? -
- ...si faccia uccidere, hai detto ? Non vorrai mica dirmi che...? -
- Purtroppo si, vuole usare la macchina del tempo che ha costruito zio Massimo per tornare davvero nel neolitico ! -
- Ma funziona ? -
- Si pensa di si -
- E lui vuole tornare nel neolitico perché ora staremmo bruciando le risorse del pianeta ? -
- Si -
- Devo fermarlo -
- E' proprio per questo che sono venuto ad avvisarti, ma fai presto, che sta già preparando le valigie, e non riuscirai a trattenerlo facilmente -
- Allora, se sarà necessario, andrò con lui. Devo proteggerlo, nonostante tutto. -
Raccolsi in fretta alcune cose, e mi diressi di gran carriera a casa di Aldo.
Nel cielo si addensavano fosche nubi, oscure come i miei pensieri e i miei presentimenti.
Mi tirai su il bavero del cappotto, ed affrettai i passi, coll'animo inquieto.
(segue cap.secondo)

LA VOCE DI GUIDO-DUEPASSI

Chi sono io ?
Ah ah, finalmente potrò esclamare la famosa frase
- Lei non sa chi sono io ! -
eh già, a saperlo, non verrebbe chiesto.
Ma, in fondo, chi sono io ?
Sono forse quello che c'è scritto nella mia carta d'identità, o sono Shelburn, o Ganavion, o Duepassi, o tanti altri che hanno trovato espressione e vita dalla mia faticabile (neologismo per "non infaticabile" :-) ) opera ?
Hanno forse i miei personaggi, come il serial salsiccer, o Trepassi, o Shelburnsson, o Canuto stesso, il grande, qualcosa a che fare con me, o hanno essi stessi una loro indipendente vita ?
Quanto potere ha un autore di manipolare i propri personaggi, o non hanno essi stessi diritto ad un profondo rispetto per la loro indipendenza, e il loro particolare carattere, che non è sempre, o forse mai, quello stesso dell'autore ?
Certo non vorrei che qualcuno pensasse che io vada davvero in giro a rubar salsicce... :-)
L'uomo che non ha dubbi, è spesso assai lontano dalla verità, ed io sono un uomo pieno di dubbi... ma sono davvero tanto vicino alla verità ?
Mi guardo allo specchio. Sono così cambiato che quasi non mi riconosco più.
Ebbene sì, ho perso qualcosa, da quando ero giovane, in freschezza, velocità, forza... ho perso qualcosa anche recentemente.... 21 chili di peso,
ma non li voglio indietro.
E se avete anche voi qualche dubbio, tranquilli:
lo so di essere io, lo so !

sabato 10 novembre 2007

ALLEGRAMENTE S'IMPARA E SI PROCEDE

Miei cari e scelti lettori, se vi va, parlate con me, parliamo fra noi. Quello che oggi ci opprime di più è la situazione politica, ma niente vieta di parlar d'altro. Tuttavia, finché il Parlamento non sarà congelato, continuiamo a sperare che la vera libertà sia una conquista possibile.
Mettiamocela tutta. Ambra

giovedì 8 novembre 2007

Alle 17,59 di oggi 8.11.07 ricevo...

Fai ció che credi, io mi ritiro completamente da questo "buco nero" !
Buona fortuna.
Giuseppe

Colpa mia certamente : ho avuto la presunzione di aprire questo blog senza sapere come gestirlo. Ho chiesto aiuto, ma la mia ignoranza era troppo crassa e la pazienza ha un limite.
Giuseppe l'ha finita, ma io cercherò altri che non mi abbandoneranno, anche se dovrò esercitare io la pazienza di attendere sostegno.
A presto amici. Ambra

Test post gatti

Miao !

martedì 6 novembre 2007

Scritto da Asinomalvagio

Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciacuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nesuno capì che Ognuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare. W l'Ita(g)lia

Meditate gente, meditate. Ambra

PER VEDERE MEGLIO LE FOTO CLICCATEVI SOPRA

Arrangiarsi è ammesso.
Pian piano migliorerò, ve lo prometto Ambra

ANCHE I GATTI LO SANNO

QUESTA E' LA GUERRA DEI NOSTRI RAGAZZI

AGI/REUTERS) - Herat (Afghanistan), 6 nov. - Decine di Talebani sono rimasti uccisi la notte scorsa da un bombardamento aereo della Nato sulla provincia di Badghis, nel nord-ovest dell'Afghanistan. Lo ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa afghano, Zahir Azimi, secondo cui tra i guerriglieri eliminati c'e' anche un loro comandante. Testimoni oculari hanno peraltro denunciato che nel raid sono rimasti vittime anche molti civili, compresi almeno due bambini, e che parecchie abitazioni sono andate distrutte. Tutte affermazioni smentite dal portavoce, il quale ha aggiunto che all'operazione, condotta anche da terra, hanno partecipato truppe atlantiche appoggiate da forze governative locali. Gli studenti coranici a loro volta hanno ammesso soltanto due perdite e dieci feriti. (AGI)

Battistad, Dagoberto, Pasquino, siete tre per tutti : vi onoro, vi amo e vi aspetto. Ambra

lunedì 5 novembre 2007

Come si guarda la TV ?

Dormendo ?
Dall'alto ?

Di spalle ?





Caro Tintenfish

Come vedi ho imparato a pubblicare sul blog, ma tu non dovrai abbandonarmi, perché sono tante, troppe le cose che non so ancora fare.
Le foto per esempio come riuscirò a stamparle ? E tutto il resto ?
Fortunatamente il mio vecchio alunno Alessio non mi farà mancare il suo aiuto ed io sono lietissima di avere invertito i fattori, ora io sono l'alunna e Alessio l'insegnante, ma.....invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia : AMORE !

Eureka

Finalmente ce l'abbiamo fatta dopo svariati tentativi a scrivere il mio primissimo post

venerdì 2 novembre 2007

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

Credo sia giunto il tempo di conoscere anche "questa".

http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf


Buona lettura.

E i "doveri" ?
http://www.muscardini-cristiana.com/attivita_politiche/index.cfm?fuseaction=dettaglio&ID=8

Rom e Sinti lavorano per Roma

Rom e Sinti lavorano per Roma

Mercatini domenicali, raccolta di materiale ferroso e oggetti ingombranti, una cooperativa che produce abiti secondo l'antica arte sartoriale: crescono le esperienze di collaborazione fra le istituzioni comunali e l'Opera nomadi puntando sulle naturali predisposizioni e le conoscenze secolari tramandate dai capi clan. Rom e Sinti possono rivelarsi per Roma un'importante risorsa finora ignorata.

Hanno viaggiato moltissimo e macinato milioni di chilometri nella loro storia millenaria, elaborato una musica scoppiettante e coinvolgente e fatto spettacoli itineranti. Sono stati gli uomini che portavano le giostre nelle feste di paese, hanno allevato cavalli e costruito splendidi oggetti in rame, oltre ad aver colorato i mercati di mezza Europa con le loro chincaglierie. Ma oggi le comunità Rom e Silti vorrebbero stabilirsi, piantare le tende, possibilmente evitando di continuare ad abitare in campi nomadi più o meno attrezzati.
Sognano infatti una casa fatta di mattoni e un lavoro come si deve, nonostante l'ostracismo e la diffidenza di molti. Partita un millennio orsono dal nord est dell'India, questa stirpe di viaggiatori si è poi spinta fino all'Asia minore, al nord Africa e all'Europa. In Romania, dove la comunità Rom conta 3 milioni di abitanti, ha dato vita a piccoli villaggi ormai leggendari, con costruzioni dalle forme più strane e ben al di là del kitch.
Il mito del loro nomadismo innato è, appunto, solo un mito. In realtà, è stata una condizione indotta da diversi fattori: le loro tradizioni di lavoratori itineranti ne hanno esaltato la capacità di spostarsi senza problemi, facendoli arrivare nelle fiere di tutto il vecchio continente come abili allevatori e mercanti di cavalli, legando il loro nome alle manifestazioni di musica gitana (la più famosa ancora oggi si svolge ogni anno nella Bretagna francese) e agli spettacoli di strada. Come abili artigiani del rame e infaticabili riciclatori di materiali e oggetti di ogni tipo hanno animato i mercati cittadini e con il loro clan si sono spostati ogni volta che le circostanze lo imponevano.
E molto spesso il motivo per cui abbandonavano un luogo per quello successivo era la diffidenza delle comunità locali dove erano approdati, che qualche volta si trasformava in violenza e sgomberi forzati, con il risultato di un'integrazione impossibile anche quando l'avrebbero desiderata.
A Roma, secondo l'ultimo censimento del 2001, si contano circa 6.500 tra Rom e Sinti, almeno quelli che abitano i 25 campi, più o meno attrezzati, dislocati nella parte sud orientale del territorio, specialmente nei municipi V, VII e VIII. La cifra tuttavia dovrebbe essere corretta al rialzo (si parla di 10.000 presenze) se si considerano coloro che vivono in abitazioni o che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, oltre ai numerosi Rom rumeni, entrati in Italia con visti turistici e che poi diventano invisibili, sistemandosi in alloggi di fortuna nei parchi, sotto i cavalcavia, in fabbriche dismesse.
Il Comune ha predisposto un piano triennale per le comunità Rom e Sinti della città, promuovendo una serie di interventi per migliorare le loro condizioni e avviarli a lavoro. L'ultimo deciso in ordine di tempo riguarda la prossima apertura di uno sportello presso il Col di via della Seta dedicato all'orientamento e l'avvio al lavoro dei membri delle comunità Rom e Sinti.
Ma negli ultimi anni sono state numerose le esperienze di collaborazione tra le istituzioni comunali e l'Opera nomadi, presente in città dal 1964. Si è dimostrato che, puntando sulle naturali predisposizioni e le conoscenze secolari tramandate dai capi clan, i Rom e i Sinti possono rivelarsi come una risorsa finora ignorata. Abili commercianti, riciclatori infaticabili e rigattieri di lungo corso, alcuni anni fa l'Opera nomadi ha aiutato le comunità a ottenere una delibera comunale per allestire i due mercatini domenicali di via Collatina nel VII Municipio (recuperando il parcheggio in disuso di fronte all'ipermercato Auchan) e del lungotevere Dante, nell'XI Municipio.
Non solo: a breve, nei Municipi IV, V e VIII sarà replicato il progetto "Rom per Roma", sperimentato con successo, per un anno, nel XII. Con la collaborazione di Comune, Provincia di Roma, Cooperativa Praliphè, Caritas, Legambiente e Centro Ecologico Umano, 8 operai Rom saranno impiegati nella raccolta di materiale ferroso e oggetti ingombranti. Con dei furgoni dell'Ama, e su segnalazione di questa o dei cittadini, ripuliranno i municipi dalle discariche abusive e dei rifiuti ferrosi ingombranti, portandoli nelle isole ecologiche predisposte.
Ma non è finita. Sempre nel segno del recupero delle tradizioni, l'Opera nomadi vuole promuovere la nascita di una cooperativa che produca abiti secondo l'antica arte sartoriale tramandata all'interno delle comunità, mentre due loro realizzazioni hanno sfilato durante l'ultima edizione di "AltaRoma", la manifestazione dell'alta moda cittadina.
Un mondo nascosto e ancora ampiamente inesplorato, quello delle comunità Rom e Sinti, che merita di essere scoperto con disincanto e lasciando da parte i vecchi pregiudizi.
E se è vero che non fanno concessioni sui rituali matrimoniali, colorati e affollatissimi, tramandati da generazioni sempre uguali, le comunità sono state sempre aperte alle contaminazioni linguistiche e musicali.
Alcuni addirittura sostengono che talvolta siano rimasti gli ultimi depositari di canti popolari ormai dimenticati, avendo mescolato termini di tante lingue in una sola - dal sanscrito alle lingue slave fino al napoletano - e possano a ragione definirsi cittadini del mondo.

Pasquale Colizzi

http://www.romalavoro.net/news/grandi_iniziative/12_04_rom.asp

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per la Formazione e per il Lavoro

Il governo precedente

di Redazione - venerdì 02 novembre 2007, 07:00
Prima ha iniziato Veltroni, chiacchierando con «Repubblica»: ha detto che in fondo la colpa è del governo precedente. Poi è intervenuto il ministro dell’Interno Amato, che rispondendo a Fini ha ripetuto che la colpa è del governo precedente. E quindi è stata la volta di Prodi che, intervistato dal «Giornale Radio», ha ribadito che la colpa è del governo precedente.
Quindi adesso abbiamo capito: l’emergenza criminalità è colpa del governo precedente, le favelas di Roma sono colpa del governo precedente (chi è il sindaco? Il governo precedente), lo smantellamento della Bossi-Fini, che stava dando buoni frutti, è colpa del governo precedente, il buonismo delle porte spalancate è colpa del governo precedente, e l’aver rinviato i provvedimenti d’urgenza sulla sicurezza è colpa del governo precedente.
Come avevamo fatto a non arrivarci da soli? Se lo dicono Veltroni, Amato e Prodi in coro dev’essere vero. Ma a noi resta un dubbio: se tutto quello che succede è colpa del governo precedente, a che serve quello attuale? Dopo 18 mesi, queste dichiarazioni da parte dei leader del centrosinistra, sono qualcosa di più di una prova di faccia tosta: sono la autocertificazione della propria inutilità.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=217551