sabato 29 marzo 2008

cani e gatti

Rallegriamoci

venerdì 28 marzo 2008

mercoledì 26 marzo 2008

Gli scienziati fanno retromarcia: "L’ora legale non conviene più"


Washington - L’ora legale non fa risparmiare energia, anzi ne aumenta i costi. La conclusione è stata tratta da Matthew J. Kotchen, professore di economia ambientale presso l’università di Santa Barbara in California. Il professor Kotchen, coadiuvato dalla sua assistente Laura E. Grant, ha studiato per due anni gli effetti dell’ora legale nello stato dell’Indiana dove nel 2005 soltanto alcune contee (quindici su novantadue) avevano adottato l’ora estiva mentre, nell’anno seguente, l’intero stato si è adeguato al primaverile spostamento in avanti delle lancette degli orologi. Agli studiosi è bastato confrontare i consumi di corrente nelle contee fra il 2005 e il 2006 per sfatare il mito che l’ora legale sia più conveniente. E la loro ricerca è finita così sulle pagine dell’autorevole Wall Street Journal.
La tesi è controcorrente e arriva dopo anni di elogi dell’ora legale. Gli estimatori dell’ora legale sostengono che riduca gli incidenti stradali, la criminalità e faccia addirittura bene alla salute. Matthew Kotchen, dati alla mano, ha invece dimostrato che fa male al portafoglio. Le bollette in Indiana secondo lo studioso sono aumentate dall’1 al 4 per cento con un maggiore costo di 8,6 milioni di dollari, cui vanno aggiunti dai 1,6 ai 5,3 milioni di dollari dovuti alle maggiori emissioni di gas di serra per via delle centrali elettriche alimentate a carbone.
«In nessuna ricerca - ha spiegato Matthew Kotchen parlando alla conferenza del National bureau of economic research - ho trovato risultati più chiari e meno ambigui. È un dato di fatto che con l’ora legale si accendono meno lampadine e si consuma meno energia, almeno nei mesi primaverili. Man mano che l’estate avanza però, i pomeriggi diventano più caldi. Essendo anche più lunghi comportano un consumo superiore di energia per i condizionatori che è decisamente maggiore di quella risparmiata con l’illuminazione».
Per gli estimatori dell’ora legale l’allarme lanciato dal professor Kotchen non così grave. «La popolazione dell’Indiana - ha osservato Robert Douglas, fisico del National research council specializzato nel settore Ora legale - ha in pratica speso di elettricità una media di un dollaro e 36 centesimi in più a testa. Compresi in questa modestissima somma ci sono più ore di luce, meno criminalità perché fa buio più tardi e possibilità di svolgere più attività all’aperto, che favoriscono il benessere fisico. Non ho dubbi sulla risposta, se alla gente fosse data possibilità di scelta».
Già i Romani regolavano gli orologi ad acqua in maniera diversa a seconda del periodo dell’anno. L’idea vera e propria di avere più ore di luce in estate risale però agli inizi dello scorso secolo quando nel 1905 un giocatore di golf inglese, William Willett, ha tentato di codificare il cambio dell’ora per poter giocare più a lungo.In Canada e negli Stati Uniti i primi esperimenti sono stati fatti durante la prima guerra mondiale. In America il fattore che ha convinto buona parte degli stati della federazione ad adottare le spostamento delle lancette è stato l’embargo petrolifero del 1973. Nel 2006 il Congresso ha poi reso obbligatoria l’ora legale in tutti i cinquanta stati.

martedì 25 marzo 2008

Luciano non sono riuscita a far meglio

Il chihuahua Conan in un momento di preghiera insieme al suo padrone nel tempio di Naha, in Giappone (Ap)

l quadrupede È diventato l'attrazione del paese

Conan, il chihuahua zen che sa pregare

Ha imparato le mosse dal suo padrone, un religioso buddista giapponese. «Ora gli insegno a meditare» ( voglio vedere anche questa ).

Conan e il suo padrone (Ap)
NAHA (Giappone) - Ha un nome che incute rispetto e quasi terrore (Conan, come il «barbaro» del film con Schwarzenegger), ma è un piccolo chihuahua giapponese passato agli onori delle cronache non per epiche battaglie contro altri quadrupedi ma per la sua devozione religiosa. Ebbene sì, il piccolo Conan ha imparato a pregare dal suo padrone, Joei Yoshikuni, un religioso buddista. Si mettono nella stessa identica posizione nel tempio Shuri Kannondo di Naha, in Giappone, ed è un vero spettacolo (guarda). Conan è un cagnolino bianco e nero di un anno e mezzo: davanti all'altare del tempio si siede sulle zampe posteriori e congiunge le anteriori. Riesce persino ad avere uno sguardo concentrato e meditabondo, o almeno così sembra. Yoshikuni racconta che sono bastati pochi giorni al quadrupede per imparare le mosse e ora, afferma, «attira molti turisti» essendo diventato l'attrazione del paese. Ma, garantisce, non è stato lui a ideare tutto ciò: Conan avrebbe fatto tutto da solo. Joei, non soddisfatto, chiede di più al suo «discepolo»: vuole che impari la meditazione. «Per il momento mi accontento che si sieda mentre io medito, non pretendo che incroci le zampine come facciamo noi umani». L'episodio fa pensare. E ci si chiede: ma siamo sicuri che Conan si ricordi di essere «solo» un cane?


24 marzo 2008



lunedì 24 marzo 2008

Dov'è finito il mare della mia villa in collina ?

[ satira on ]

La storia la conoscete tutti. Ci hanno invitato, martellandoci colla pubblicità, a comprarci una villa in collina, assicurandoci che presto sarebbe arrivato il mare, grazie allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia (che sono aumentati di spessore, ahi ahi) e dell'Antartide (dove fa un freddo cane, e i ricercatori stessi, fanatici del global warming riconoscono che non si nota una tendenza allo scioglimento dei ghiacci.... e te credo, viste le temperature basse da far paura !).

Convinto dalla pubblicità mi sono fatto una villa in collina, e ci ho portato il costumino - tanto bello, tutto verde con le strisce bianche e nere -, la cuffietta a colore del costumino, l'asciugamano.... si, anche lui a colore (sono una persona di buon gusto), la ciambella con la testa di paparella, e una bella sedia a sdraio per pigliare il sole, che mi hanno assicurato sarà tanto, ma tanto.

Mi sono fatto anche una scorta di aranciate e sudoku, per le ore da passare sulla sedia a sdraio, e mi son fatto un impianto radio per non annoiarmi tra un tuffo e l'altro.
Ah, dimenticavo, ho fatto costruire un trampolino di ben trenta centimetri (ognuno ha i suoi limiti, e a me l'altezza dà le vertigini) per i miei tuffi.

Tutto questo nella mia nuova villa in collina al mare.
Eh sì, sono un tipo previdente, io.

Non manca che il mare.
E io aspetto, ché me l'hanno promesso.
E però mi viene un dubbio atletico (sono un tipo sportivo)... ma, se quest'acqua viene dallo scioglimento dei ghiacciai antartici, non sarà mica freddina ?
Eh no, mi hanno promesso un bagno, non un'ibernazione, e mica posso fare una nuotatina colla maglia di lana, no ?

Ma intanto io aspetto, e questo mare sta ancora tanto lontano.
Anzi, non ha proprio intenzione di salire qui nella mia villa in collina.
Lo stesso IPCC parla di 58 centimetri per il 2100.
Quanto mi toccherà aspettare perché risalga tutta la collina ?

VOGLIO I SOLDI INDIETRO !

E che cavolino, non si danno certe sòle alla povera gente ingenua ed innocente come me.
Mica posso vivere qualche migliaio di anni per aspettare di fare il mio bagnetto !
Magari fossi così longevo.

[ satira off ]

Si, d'accordo, era una pubblicità scherzosa
ma era anche bugiarda
e fuorviante
uno scherzo accattivante che voleva far credere che il livello dei mari stesse pericolosamente crescendo.
E questo NON è vero.
Sarebbe ora di finirla con le bugie.

Secondo me.

domenica 23 marzo 2008

CIBERNETICA

La persona che portò la "cibernetica" in Italia non fu un ingegnere o un professore universitario, ma Silvio Ceccato, laureato in lettere e diplomato in violoncello e in composizione musicale

Mi imbattei in lui perché mia madre comprò alcuni dei suoi libri, fra gli altri Il maestro inverosimile che l'aveva attirata per il titolo essendo ella stata maestra e avendo vissuto fra Maestri..

Dopo quel volume ne comprammo altri, poi conoscemmo Ceccato tramite la televisione e fu amore per uno scrittore, uno scienziato, un filosofo, ma soprattutto per un uomo che viveva sorridendo, diceva infatti che niente di più bello c'era che svegliarsi con una riserva di sorrisi da donare a sé stessi e al prossimo.

http://guide.dada.net/filosofia_e_comunicazione/interventi/2003/06/137088.shtml qui trovere il suo profilo e potrete capire.

Dunque la Cibernetica non è altro che riuscire a conoscere l'uomo nella sua piena essenza e saperlo riprodurre con macchine più o meno perfette.

Ma perfette non lo saranno mai, anche il più perfetto dei computer non avrà altri poteri che quelli che possono dargli gli uomini e non sarà mai capace di decisioni autonome al di fuori di come è stato programmato.

Ma la cibernetica è materia esaltante, accattivante, che può far capire quanto sia grande l'ingegno dell'uomo, poi, nelle sue articolazioni pratiche, offre “macchine meravigliose”.

Ecco qua, sono al computer e scrivo e posso documentarmi, leggere, imparare, comunicare senza muovermi di un passo, né faticare per raggiungere siti che stanno anche dall'altra parte del mondo.

Ho un servizio di posta elettronica e posso comunicare con chiunque ad altissima velocità e qualunque sia la distanza che ci divide. E' bello, entusiasmante, si possono fare nuove conoscenze e credere anche di diventarne amici, ma.....ma qualcosa ci sfugge : dietro alle parole scritte ci sono le persone, con un vissuto che non conosciamo, con un aspetto che non conosciamo, persone che sanno magari scrivere cose bellissime, interessanti, piacevoli, commoventi, umoristiche e simpatiche ma... ma dietro ci sono le persone con un vissuto che non conosciamo, con un carattere che non conosciamo, con dei principi che non conosciamo, con dei comportamenti che non conosciamo, con una gamma infinita di peculiarità che, a contrasto con le tue possono esplodere o implodere in attriti pericolosi e insanabili.

E' forse colpa del computer ? No, è colpa di chi non ha sufficiente umiltà per riconoscere i limiti della macchina e invece tanta presunzione da credere che a quella macchina si possa affidare e dare l'anima, sicuri che essa possa trasmetterla.

Mio carissimo Sivio Ceccato, avrei dovuto leggere di più e più attentamente i suoi pensieri, la sua filosofia della vita, avrei dovuto tener in miglior conto i suoi studi sulla cibernetica della vita, certamente avrei evitato qualche delusione ed anche qualche sofferenza.

Non è mai troppo tardi tuttavia per ricominciare da capo.

Abbia il mio pensiero deferente e dall'Aldilà voglia mandarmi ancora uno dei suoi sorrisi.


sabato 22 marzo 2008

mercoledì 19 marzo 2008

IN PREPARAZIONE AL VENERDI' SANTO

IL MASSACRO TIBETANO

lunedì 17 marzo 2008

OLIMPIADI

Giganti e nanetti.

Il mondo è pieno di nanetti, ma scarseggiano i giganti, così nelle dimensioni fisiche come nell'etica.
Cerchiamo di riconoscerne qualcuno:

oh, ecco dei giganti, morali, che si indignano e son capaci di boicottare le Olimpiadi per valori decisamente più alti.
Quali ?

Il boicottaggio delle olimpiadi non è cosa nuova. Già all'epoca delle olimpiadi di Mosca, il povero orso Misha fu boicottato per ragioni morali che quasi nessuno nemmeno più ricorda.
Fu boicottato lo sport, ma non furono boicottati i commerci, né prima, né durante, né dopo.

Evidentemente a questi giganti della morale dà fastidio avere a che fare con degli sportivi, ma non danno fastidio i rapporti commerciali, e gli affari lucrosi.

Non ci sono forse stati motivi altrettanto, o più, validi.... prima, o dopo le olimpiadi ?
Solo per le olimpiadi si è voluto questo boicottaggio, trasformando in politica un fenomeno sportivo assolutamente pacifico.
Forse le imprese sportive causano guerre ?

A me pare che aiutino la comprensione reciproca, l'amicizia, e, infine, la pace.
Attraverso le imprese dei loro campioni sportivi infatti cresce la simpatia per popoli coi quali non avremmo, i più, altri contatti.
Gli sportivi, poi, non lucrano immensi guadagni dalle loro faticate e faticose imprese.
Alle olimpiadi anni di lavoro, a volte una vita intera di allenamenti e sacrifici, porta alla conquista di una medaglia. Pochi grammi di oro, che costerebbe molto meno farsi fare dal negozio vicino casa.
Ho organizzato un campionato di calcetto, e so quanto costano coppe e medaglie.
Ho praticato sport, e so quanta fatica costi, e anche quanto denaro allenarsi.
Anni e anni ad andare in palestra o allo stadio, o al dojo, spendendo tempo, attrezzature, anni di frequentazione (costo di un mese di palestra per tot anni....), e buttando le proprie energie, i propri sogni, il proprio impegno.
Anni e anni di attività significano tante spese. Una cintura nera costa meno di un mese di allenamento, se quello che conta è poter mostrare di averla.
Su una medaglia puoi far scrivere quel che vuoi, se sei disonesto, anche "campione del mondo".
Ma per godere una medaglietta di scarsi valore economico, ma ottenuta sportivamente e non comprata sotto casa, un vero campione deve faticare anni, forse una vita intera, ed anche essere il migliore nella sua disciplina.

Così si allena, così dedica la sua vita a questa passione.
E magari tutto questo frutta, nel senso che dà dei risultati. L'atleta che ha dedicato una vita a prepararsi per questa occasione, ora è pronto, ed è al massimo delle sue energie psicofisiche, in un culmine che potrebbe non ripetersi tra quattro anni.

Ma ecco arrivare i giganti della morale, quelli che si svegliano, per le loro azioni morali, solo alle olimpiadi, e poi dormono sonni tranquilli, tra un contratto ed un affare con l'odiato avversario.
E bisogna boicottare le olimpiadi.
Un motivo, se uno proprio vuole, lo si trova sempre, per pretestuoso che possa essere.

Era venuto il Dalai Lama, poco tempo fa, e i giganti stavano a tremare che si perdessero gli affari con la Cina, non sia mai, parlare con una persona sgradita ai Cinesi, delirio, assurdità.
E così i giganti hanno lasciato il Dalai Lama praticamente solo, come se fosse un appestato contaggioso.
Ma se cercavano un motivo valido, lo avevano, e se lo sono lasciati scappare.

Ma ora, ecco le olimpiadi... queste sì che, secondo i giganti, si possono boicottare.
Non si perde una lira, e si rovina persone che hanno dedicato la loro vita allo sport, ma non i ricchi contratti con la potente Cina.
E allora via con l'ipocrisia del boicottaggio. Via con la politica che se ne frega dello sport perché pensa ad altro, e non vede la passione (e i sacrifici) dello sport.
Lo sport, secondo loro, può pagare.
E propongono il boicottaggio.
Che tanto, passate le olimpiadi, di boicottare la Cina non ne parlerà più nessuno, naturalmente. E che cavolo, mica vogliamo rischiare i commerci ?

Secondo me.

LA VERGOGNA E' PER QUESTO



IL COMITATO




domenica 16 marzo 2008

Semplicità



«Amo i fiori che semina il vento nelle solitudini.
Nessuno li coglie, hanno un fine altissimo: cantare la gloria di Dio»


Chi ha cancellato i miei post?

Vorrei una spiegazione....manca tutto!

La domenica delle Palme


Con la Domenica delle Palme o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione.
La Domenica delle Palme giunge quasi a conclusione del lungo periodo quaresimale, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri e che per cinque liturgie domenicali, ha preparato la comunità dei cristiani, nella riflessione e penitenza, agli eventi drammatici della Settimana Santa, con la speranza e certezza della successiva Risurrezione di Cristo, vincitore della morte e del peccato, Salvatore del mondo e di ogni singola anima.
I Vangeli narrano che giunto Gesù con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme (era la sera del sabato), mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui; se qualcuno avesse obiettato, avrebbero dovuto dire che il Signore ne aveva bisogno, ma sarebbero stati rimandati subito.
Dice il Vangelo di Matteo (21, 1-11) che questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) “Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma”. I discepoli fecero quanto richiesto e condotti i due animali, la mattina dopo li coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme.
Qui la folla numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.
A questa festa che metteva in grande agitazione la città, partecipavano come in tutte le manifestazioni di gioia di questo mondo, i tanti fanciulli che correvano avanti al piccolo corteo agitando i rami, rispondendo a quanti domandavano “Chi è costui?”, “Questi è il profeta Gesù da Nazareth di Galilea”.
La maggiore considerazione che si ricava dal testo evangelico, è che Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso in Palestina, acclamato come solo ai re si faceva, a cavalcioni di un’asina.
Bisogna dire che nel Medio Oriente antico e di conseguenza nella Bibbia, la cavalcatura dei re, prettamente guerrieri, era il cavallo, animale nobile e considerato un’arma potente per la guerra, tanto è vero che non c’erano corse di cavalli e non venivano utilizzati nemmeno per i lavori dei campi.
Logicamente anche il Messia, come se lo aspettavano gli ebrei, cioè un liberatore, avrebbe dovuto cavalcare un cavallo, ma Gesù come profetizzato da Zaccaria, sceglie un’asina, animale umile e servizievole, sempre a fianco della gente pacifica e lavoratrice, del resto l’asino è presente nella vita di Gesù sin dalla nascita, nella stalla di Betlemme e nella fuga in Egitto della famigliola in pericolo.
Quindi Gesù risponde a quanti volevano considerarlo un re sul modello di Davide, che egli è un re privo di ogni forma esteriore di potere, armato solo dei segni della pace e del perdono, a partire dalla cavalcatura che non è un cavallo simbolo della forza e del potere sin dai tempi dei faraoni.
La liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo adatto al di fuori della chiesa; i fedeli vi si radunano e il sacerdote leggendo orazioni ed antifone, procede alla benedizione dei rami di ulivo o di palma, che dopo la lettura di un brano evangelico, vengono distribuiti ai fedeli (possono essere già dati in precedenza, prima della benedizione), quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa.
Qui giunti continua la celebrazione della Messa, che si distingue per la lunga lettura della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca, Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico; il testo della Passione non è lo stesso che si legge nella celebrazione del Venerdì Santo, che è il testo del Vangelo di s. Giovanni.
Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori rappresentanti: il cronista, i personaggi delle vicenda e Cristo stesso. Esso è articolato in quattro parti: l’arresto di Gesù; il processo giudaico; il processo romano; la condanna, l’esecuzione, morte e sepoltura.
Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. Si usa in molte regioni, che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d’Italia, con le parti tenere delle grandi foglie di palma, vengono intrecciate piccole e grandi confezioni addobbate, che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.La benedizione delle palme è documentata sin dal VII secolo ed ebbe uno sviluppo di cerimonie e di canti adeguato all’importanza sempre maggiore data alla processione.
Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu accolta dalla liturgia della Siria e dell’Egitto.
In Occidente giacché questa domenica era riservata a cerimonie prebattesimali (il battesimo era amministrato a Pasqua) e all’inizio solenne della Settimana Santa, benedizione e processione delle palme trovarono difficoltà a introdursi; entrarono in uso prima in Gallia (sec. VII-VIII) dove Teodulfo d’Orléans compose l’inno “Gloria, laus et honor”; poi in Roma dalla fine dell’XI secolo.L’uso di portare nelle proprie case l’ulivo o la palma benedetta ha origine soltanto devozionale, come augurio di pace.
Da venti anni, nella Domenica delle Palme si celebra in tutto il mondo cattolico la ‘Giornata Mondiale della Gioventù’, il cui culmine si svolge a Roma nella Piazza S. Pietro alla presenza del papa.
Autore: Antonio Borrelli

OGGI DOMENICA DELLE PALME

sabato 15 marzo 2008

UN INVITO ALLA DISCREZIONE

Questo è il significato del Capelvenere.

venerdì 14 marzo 2008

Anche la coccinella è un'immagine primaverile e porta fortuna

Per Ambra e tutti i suoi amici

ECCOVI UNA MODERNA GENTUCCA

Alessandra, figlia della mia carissima amica Maria, nel giorno della sua laurea. Rallegramenti

giovedì 13 marzo 2008

HO COME L'IMPRESSIONE...

...che la televiosione ci stia volendo far diventare una massa di “guardoni”.

Questo continuo offrire trasmissioni in cui si inducono le persone a mettersi in mostra, a raccontarsi a dire di sé sentimenti, desideri, frustrazioni, a scoprire l'anima oltre al corpo, portano i telespettatori ad affinare la curiosità più vieta, piuttosto che aumentare in loro un sano senso critico.

Inutile che i soliti pochi dicano : io non guardo la Tv, le masse la guardano e sono quelle che compongono il corpo della società.

Prendiamo ad esempio “Il senso della vita”. E' una trasmissione che ha una qualche pretesa filosofico-educativa, purtuttavia sfrutta situazioni e personggi che solletichino la curiosità nuda e cruda ed anche certe situazioni che mostrano una vittoria sulle avversità dell'individuo, fanno di quell'individuo una cavia e scatenano sentimenti di pietà contingente, di golosa meraviglia, che raramente contribuiranno a formare precise opinioni.

Non parliamo poi dei vari reality, nei quali proprio ci si imbatte in una fiera di comportamenti e situazioni infinitamente lontane dalla realtà vera degli uomini comuni, dalla vita così come la viviamo ciascuno di noi, nel proprio ambiente, ogni giorno, da ottenere solo il risultato di disorientare il pubblico ed illuderlo di poter ricreare per sé quello che vede e sente.

E i telegiornali o le trasmissioni di approfondimento che esempi edificanti ci mostrano ? Anche questo continuo sviscerare casi di cronaca nera scatena solo una guerra fra innocentisti e colpevolisti, i garantisti finiscono per esserlo solo a parole.

Tutto diventa uno scoop un happenig una movimentazione di superficili discussioni...

E l'educazione ? La formazione di un pensiero critico equilibrato ? A chi e a che cosa li affidiamo ? Ad una famiglia che è ormai sempre più disgregata ? Alla Scuola che è ormai in fallimento ?