Rallegriamoci
sabato 29 marzo 2008
venerdì 28 marzo 2008
mercoledì 26 marzo 2008
Gli scienziati fanno retromarcia: "L’ora legale non conviene più"

La tesi è controcorrente e arriva dopo anni di elogi dell’ora legale. Gli estimatori dell’ora legale sostengono che riduca gli incidenti stradali, la criminalità e faccia addirittura bene alla salute. Matthew Kotchen, dati alla mano, ha invece dimostrato che fa male al portafoglio. Le bollette in Indiana secondo lo studioso sono aumentate dall’1 al 4 per cento con un maggiore costo di 8,6 milioni di dollari, cui vanno aggiunti dai 1,6 ai 5,3 milioni di dollari dovuti alle maggiori emissioni di gas di serra per via delle centrali elettriche alimentate a carbone.
«In nessuna ricerca - ha spiegato Matthew Kotchen parlando alla conferenza del National bureau of economic research - ho trovato risultati più chiari e meno ambigui. È un dato di fatto che con l’ora legale si accendono meno lampadine e si consuma meno energia, almeno nei mesi primaverili. Man mano che l’estate avanza però, i pomeriggi diventano più caldi. Essendo anche più lunghi comportano un consumo superiore di energia per i condizionatori che è decisamente maggiore di quella risparmiata con l’illuminazione».
Per gli estimatori dell’ora legale l’allarme lanciato dal professor Kotchen non così grave. «La popolazione dell’Indiana - ha osservato Robert Douglas, fisico del National research council specializzato nel settore Ora legale - ha in pratica speso di elettricità una media di un dollaro e 36 centesimi in più a testa. Compresi in questa modestissima somma ci sono più ore di luce, meno criminalità perché fa buio più tardi e possibilità di svolgere più attività all’aperto, che favoriscono il benessere fisico. Non ho dubbi sulla risposta, se alla gente fosse data possibilità di scelta».
Già i Romani regolavano gli orologi ad acqua in maniera diversa a seconda del periodo dell’anno. L’idea vera e propria di avere più ore di luce in estate risale però agli inizi dello scorso secolo quando nel 1905 un giocatore di golf inglese, William Willett, ha tentato di codificare il cambio dell’ora per poter giocare più a lungo.In Canada e negli Stati Uniti i primi esperimenti sono stati fatti durante la prima guerra mondiale. In America il fattore che ha convinto buona parte degli stati della federazione ad adottare le spostamento delle lancette è stato l’embargo petrolifero del 1973. Nel 2006 il Congresso ha poi reso obbligatoria l’ora legale in tutti i cinquanta stati.
martedì 25 marzo 2008
Luciano non sono riuscita a far meglio
l quadrupede È diventato l'attrazione del paeseConan, il chihuahua zen che sa pregareHa imparato le mosse dal suo padrone, un religioso buddista giapponese. «Ora gli insegno a meditare» ( voglio vedere anche questa ).
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lunedì 24 marzo 2008
Dov'è finito il mare della mia villa in collina ?
La storia la conoscete tutti. Ci hanno invitato, martellandoci colla pubblicità, a comprarci una villa in collina, assicurandoci che presto sarebbe arrivato il mare, grazie allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia (che sono aumentati di spessore, ahi ahi) e dell'Antartide (dove fa un freddo cane, e i ricercatori stessi, fanatici del global warming riconoscono che non si nota una tendenza allo scioglimento dei ghiacci.... e te credo, viste le temperature basse da far paura !).
Convinto dalla pubblicità mi sono fatto una villa in collina, e ci ho portato il costumino - tanto bello, tutto verde con le strisce bianche e nere -, la cuffietta a colore del costumino, l'asciugamano.... si, anche lui a colore (sono una persona di buon gusto), la ciambella con la testa di paparella, e una bella sedia a sdraio per pigliare il sole, che mi hanno assicurato sarà tanto, ma tanto.
Mi sono fatto anche una scorta di aranciate e sudoku, per le ore da passare sulla sedia a sdraio, e mi son fatto un impianto radio per non annoiarmi tra un tuffo e l'altro.
Ah, dimenticavo, ho fatto costruire un trampolino di ben trenta centimetri (ognuno ha i suoi limiti, e a me l'altezza dà le vertigini) per i miei tuffi.
Tutto questo nella mia nuova villa in collina al mare.
Eh sì, sono un tipo previdente, io.
Non manca che il mare.
E io aspetto, ché me l'hanno promesso.
E però mi viene un dubbio atletico (sono un tipo sportivo)... ma, se quest'acqua viene dallo scioglimento dei ghiacciai antartici, non sarà mica freddina ?
Eh no, mi hanno promesso un bagno, non un'ibernazione, e mica posso fare una nuotatina colla maglia di lana, no ?
Ma intanto io aspetto, e questo mare sta ancora tanto lontano.
Anzi, non ha proprio intenzione di salire qui nella mia villa in collina.
Lo stesso IPCC parla di 58 centimetri per il 2100.
Quanto mi toccherà aspettare perché risalga tutta la collina ?
VOGLIO I SOLDI INDIETRO !
E che cavolino, non si danno certe sòle alla povera gente ingenua ed innocente come me.
Mica posso vivere qualche migliaio di anni per aspettare di fare il mio bagnetto !
Magari fossi così longevo.
[ satira off ]
Si, d'accordo, era una pubblicità scherzosa
ma era anche bugiarda
e fuorviante
uno scherzo accattivante che voleva far credere che il livello dei mari stesse pericolosamente crescendo.
E questo NON è vero.
Sarebbe ora di finirla con le bugie.
Secondo me.
domenica 23 marzo 2008
CIBERNETICA
La persona che portò la "cibernetica" in Italia non fu un ingegnere o un professore universitario, ma Silvio Ceccato, laureato in lettere e diplomato in violoncello e in composizione musicale
Mi imbattei in lui perché mia madre comprò alcuni dei suoi libri, fra gli altri Il maestro inverosimile che l'aveva attirata per il titolo essendo ella stata maestra e avendo vissuto fra Maestri..
Dopo quel volume ne comprammo altri, poi conoscemmo Ceccato tramite la televisione e fu amore per uno scrittore, uno scienziato, un filosofo, ma soprattutto per un uomo che viveva sorridendo, diceva infatti che niente di più bello c'era che svegliarsi con una riserva di sorrisi da donare a sé stessi e al prossimo.
http://guide.dada.net/filosofia_e_comunicazione/interventi/2003/06/137088.shtml qui trovere il suo profilo e potrete capire.
Dunque la Cibernetica non è altro che riuscire a conoscere l'uomo nella sua piena essenza e saperlo riprodurre con macchine più o meno perfette.
Ma perfette non lo saranno mai, anche il più perfetto dei computer non avrà altri poteri che quelli che possono dargli gli uomini e non sarà mai capace di decisioni autonome al di fuori di come è stato programmato.
Ma la cibernetica è materia esaltante, accattivante, che può far capire quanto sia grande l'ingegno dell'uomo, poi, nelle sue articolazioni pratiche, offre “macchine meravigliose”.
Ecco qua, sono al computer e scrivo e posso documentarmi, leggere, imparare, comunicare senza muovermi di un passo, né faticare per raggiungere siti che stanno anche dall'altra parte del mondo.
Ho un servizio di posta elettronica e posso comunicare con chiunque ad altissima velocità e qualunque sia la distanza che ci divide. E' bello, entusiasmante, si possono fare nuove conoscenze e credere anche di diventarne amici, ma.....ma qualcosa ci sfugge : dietro alle parole scritte ci sono le persone, con un vissuto che non conosciamo, con un aspetto che non conosciamo, persone che sanno magari scrivere cose bellissime, interessanti, piacevoli, commoventi, umoristiche e simpatiche ma... ma dietro ci sono le persone con un vissuto che non conosciamo, con un carattere che non conosciamo, con dei principi che non conosciamo, con dei comportamenti che non conosciamo, con una gamma infinita di peculiarità che, a contrasto con le tue possono esplodere o implodere in attriti pericolosi e insanabili.
E' forse colpa del computer ? No, è colpa di chi non ha sufficiente umiltà per riconoscere i limiti della macchina e invece tanta presunzione da credere che a quella macchina si possa affidare e dare l'anima, sicuri che essa possa trasmetterla.
Mio carissimo Sivio Ceccato, avrei dovuto leggere di più e più attentamente i suoi pensieri, la sua filosofia della vita, avrei dovuto tener in miglior conto i suoi studi sulla cibernetica della vita, certamente avrei evitato qualche delusione ed anche qualche sofferenza.
Non è mai troppo tardi tuttavia per ricominciare da capo.
Abbia il mio pensiero deferente e dall'Aldilà voglia mandarmi ancora uno dei suoi sorrisi.
sabato 22 marzo 2008
mercoledì 19 marzo 2008
lunedì 17 marzo 2008
Giganti e nanetti.
Cerchiamo di riconoscerne qualcuno:
oh, ecco dei giganti, morali, che si indignano e son capaci di boicottare le Olimpiadi per valori decisamente più alti.
Quali ?
Il boicottaggio delle olimpiadi non è cosa nuova. Già all'epoca delle olimpiadi di Mosca, il povero orso Misha fu boicottato per ragioni morali che quasi nessuno nemmeno più ricorda.
Fu boicottato lo sport, ma non furono boicottati i commerci, né prima, né durante, né dopo.
Evidentemente a questi giganti della morale dà fastidio avere a che fare con degli sportivi, ma non danno fastidio i rapporti commerciali, e gli affari lucrosi.
Non ci sono forse stati motivi altrettanto, o più, validi.... prima, o dopo le olimpiadi ?
Solo per le olimpiadi si è voluto questo boicottaggio, trasformando in politica un fenomeno sportivo assolutamente pacifico.
Forse le imprese sportive causano guerre ?
A me pare che aiutino la comprensione reciproca, l'amicizia, e, infine, la pace.
Attraverso le imprese dei loro campioni sportivi infatti cresce la simpatia per popoli coi quali non avremmo, i più, altri contatti.
Gli sportivi, poi, non lucrano immensi guadagni dalle loro faticate e faticose imprese.
Alle olimpiadi anni di lavoro, a volte una vita intera di allenamenti e sacrifici, porta alla conquista di una medaglia. Pochi grammi di oro, che costerebbe molto meno farsi fare dal negozio vicino casa.
Ho organizzato un campionato di calcetto, e so quanto costano coppe e medaglie.
Ho praticato sport, e so quanta fatica costi, e anche quanto denaro allenarsi.
Anni e anni ad andare in palestra o allo stadio, o al dojo, spendendo tempo, attrezzature, anni di frequentazione (costo di un mese di palestra per tot anni....), e buttando le proprie energie, i propri sogni, il proprio impegno.
Anni e anni di attività significano tante spese. Una cintura nera costa meno di un mese di allenamento, se quello che conta è poter mostrare di averla.
Su una medaglia puoi far scrivere quel che vuoi, se sei disonesto, anche "campione del mondo".
Ma per godere una medaglietta di scarsi valore economico, ma ottenuta sportivamente e non comprata sotto casa, un vero campione deve faticare anni, forse una vita intera, ed anche essere il migliore nella sua disciplina.
Così si allena, così dedica la sua vita a questa passione.
E magari tutto questo frutta, nel senso che dà dei risultati. L'atleta che ha dedicato una vita a prepararsi per questa occasione, ora è pronto, ed è al massimo delle sue energie psicofisiche, in un culmine che potrebbe non ripetersi tra quattro anni.
Ma ecco arrivare i giganti della morale, quelli che si svegliano, per le loro azioni morali, solo alle olimpiadi, e poi dormono sonni tranquilli, tra un contratto ed un affare con l'odiato avversario.
E bisogna boicottare le olimpiadi.
Un motivo, se uno proprio vuole, lo si trova sempre, per pretestuoso che possa essere.
Era venuto il Dalai Lama, poco tempo fa, e i giganti stavano a tremare che si perdessero gli affari con la Cina, non sia mai, parlare con una persona sgradita ai Cinesi, delirio, assurdità.
E così i giganti hanno lasciato il Dalai Lama praticamente solo, come se fosse un appestato contaggioso.
Ma se cercavano un motivo valido, lo avevano, e se lo sono lasciati scappare.
Ma ora, ecco le olimpiadi... queste sì che, secondo i giganti, si possono boicottare.
Non si perde una lira, e si rovina persone che hanno dedicato la loro vita allo sport, ma non i ricchi contratti con la potente Cina.
E allora via con l'ipocrisia del boicottaggio. Via con la politica che se ne frega dello sport perché pensa ad altro, e non vede la passione (e i sacrifici) dello sport.
Lo sport, secondo loro, può pagare.
E propongono il boicottaggio.
Che tanto, passate le olimpiadi, di boicottare la Cina non ne parlerà più nessuno, naturalmente. E che cavolo, mica vogliamo rischiare i commerci ?
Secondo me.
domenica 16 marzo 2008
La domenica delle Palme

Autore: Antonio Borrelli
sabato 15 marzo 2008
venerdì 14 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
HO COME L'IMPRESSIONE...
...che la televiosione ci stia volendo far diventare una massa di “guardoni”.
Questo continuo offrire trasmissioni in cui si inducono le persone a mettersi in mostra, a raccontarsi a dire di sé sentimenti, desideri, frustrazioni, a scoprire l'anima oltre al corpo, portano i telespettatori ad affinare la curiosità più vieta, piuttosto che aumentare in loro un sano senso critico.
Inutile che i soliti pochi dicano : io non guardo la Tv, le masse la guardano e sono quelle che compongono il corpo della società.
Prendiamo ad esempio “Il senso della vita”. E' una trasmissione che ha una qualche pretesa filosofico-educativa, purtuttavia sfrutta situazioni e personggi che solletichino la curiosità nuda e cruda ed anche certe situazioni che mostrano una vittoria sulle avversità dell'individuo, fanno di quell'individuo una cavia e scatenano sentimenti di pietà contingente, di golosa meraviglia, che raramente contribuiranno a formare precise opinioni.
Non parliamo poi dei vari reality, nei quali proprio ci si imbatte in una fiera di comportamenti e situazioni infinitamente lontane dalla realtà vera degli uomini comuni, dalla vita così come la viviamo ciascuno di noi, nel proprio ambiente, ogni giorno, da ottenere solo il risultato di disorientare il pubblico ed illuderlo di poter ricreare per sé quello che vede e sente.
E i telegiornali o le trasmissioni di approfondimento che esempi edificanti ci mostrano ? Anche questo continuo sviscerare casi di cronaca nera scatena solo una guerra fra innocentisti e colpevolisti, i garantisti finiscono per esserlo solo a parole.
Tutto diventa uno scoop un happenig una movimentazione di superficili discussioni...
E l'educazione ? La formazione di un pensiero critico equilibrato ? A chi e a che cosa li affidiamo ? Ad una famiglia che è ormai sempre più disgregata ? Alla Scuola che è ormai in fallimento ?








